Cinema & Lavoro - Le schede
film: Full Monty di Peter Cattaneo

A Sheffield, maggior centro siderurgico britannico, sono finiti i bei tempi degli anni '60. Acciaierie e fabbriche hanno chiuso i battenti, il lavoro si è automatizzato e molti operai sono stati licenziati.

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Full Monty

A Sheffield, maggior centro siderurgico britannico, sono finiti i bei tempi degli anni '60. Acciaierie e fabbriche hanno chiuso i battenti, il lavoro si è automatizzato e molti operai sono stati licenziati. Tra questi c'è Gaz, leader di un gruppo di amici, tutti disoccupati ed in cerca di una soluzione. C'è anche Gerald, che era un dirigente, e che ancora non ha trovato il coraggio di dare la notizia alla moglie. Al passaggio in città di un gruppo di spogliarellisti professioni ed al tutto esaurito allo spettacolo, Gaz lancia l'idea di allestire un numero di striptease per raggranellare qualche soldo. Sono in sei a gettarsi nell'avventura, che però sembra finire ben presto, quando i poliziotti intervengono ad interrompere le prove e arrestano tutti. I sei amici pensano di abbandonare tutto, ma il proprietario del locale dove è prenotato lo spettacolo dice che sono stati venduti molti biglietti, e allora Gaz torna alla carica.  Finalmente si va in scena, e gli improvvisati artisti eseguono il loro numero di striptease, fino in fondo, senza veli.


Il cast del film

  • Regia: Peter Cattaneo
  • Attori: Robert Carlyle - Gaz, Tom Wilkinson - Gerald, Mark Addy - Dave, William Snape - Nathan, Steve Huison - Lomper, Paul Barber - Horse, Hugo Speer - Guy, Lesley Sharp - Jean, Emily Woof - Mandy, Deirdre Costello - Linda, Bruce Jones - Reg
  • Soggetto: Simon Beaufoy
  • Sceneggiatura: Simon Beaufoy
  • Fotografia: John de Borman
  • Musiche: Anne Dudley
  • Montaggio: Nick Moore, David Freeman
  • Scenografia: Max Gottlieb

Dati tecnici del film

  • Durata: 91' minuti
  • Colore: colore
  • Genere: Grottesco, Commedia
  • Produzione: Uberto Pasolini per Redwawe
  • Distribuzione: Fox Searchlight Pictures
  • Data di uscita: 1998


Recensioni al film:

"La miscela fra humour proletario inglese e commedia italiana dà vita a un film stringato, molto divertente e a tratti tenero, soprattutto nei momenti in cui ciascun personaggio deve fare i conti con la moglie, i figli, la famiglia. 'Full Monty' è scritto benissimo da Simon Beaufoy e recitato magnificamente da un cast in cui spicca Robert Carlyle, ma il migliore è forse Tom Wilkinson nel ruolo di Gerald. La regia dell'esordiente Peter Cattaneo è invece poco più che corretta, epperò funzionale alla storia. Deliziosa la colonna sonora (con vecchie perle di Donna Summer e Hot Chocolate) e molto buono il doppiaggio curato da Tonino Accolla. Dopo averne tanto sentito parlare, vi resta un'unica cosa da fare: andare a vederlo". (Alberto Crespi da 'L'Unità' del 15 marzo 1998)

"Viene il sospetto che 'The full Monty' parli di disoccupazione ma predichi la riappropriazione; insegnandoci ad amare il nostro corpo più del nostro ruolo, lavorativo o sociale. Balleranno una sola estate, ma intanto ballano. Perfino il caporeparto, riassunto alla Vigilia del gran debutto, sta per buttare la spugna ma ci ripensa: tanto "hai tutta la vita per stare in giacca e cravatta". (Fabio Ferzetti sul 'Il Messaggero' del 15 marzo 1998)

A Sheffield cinque operai e un caporeparto, licenziati e senza lavoro, decidono di esibirsi in un numero di spogliarello integrale per un pubblico femminile. Ovvero come far ridere sulla disoccupazione. Altri temi complementari: l'umiliazione dell'ozio obbligato, la perdita del lavoro che si trasforma in perdita di identità e autostima e, inedito, la presa di coscienza del proprio corpo. I 6 maschi di questa commedia british a 18 carati imparano quel che le donne sanno da sempre: quanto può essere umiliante essere classificati e giudicati in base all'aspetto fisico. Le donne si divertono in allegria allo strip senza la cupezza masturbatoria degli uomini. Il tutto è raccontato con intelligenza, leggerezza, rispetto e affetto e con un'ironia che fa da filtro all'inevitabile demagogia. Scritto da Simon Beaufoy e diretto da Cattaneo, prodotto da Uberto Pasolini (pronipote di L. Visconti), è stato il grande successo del 1997-98 e uno dei più grandi del decennio: costato 3,5 milioni di dollari, i suoi ricavi totali ammontano a 500 milioni di dollari. Il titolo originale significa "servizio completo", è una locuzione pare derivata dal fatto che il generale Montgomery (Monty) durante la battaglia di El Alamein (1942), pretendeva pasti serviti secondo la più rigorosa etichetta britannica. Oscar alla miglior colonna sonora e David di Donatello come miglior film straniero (da Il Morandini).

"Nonostante l'apparenza, 'The Full Monty' riesce a circondare di ironia e discrezione un argomento scabrosetto, dispensando garbo e humour lungo tutta una commedia rosa che intreccia estro italiano e aplomb britannico. Ma il film va oltre e, al di là di una sapida vicenda che non scade quasi mai nella volgarità, fa risaltare gli aspetti della disoccupazione anche sul piano psicologico e familiare. E lo fa con equilibrio, evitando il facile patetismo e il sermone a sfondo sociale. Tanto da guadagnarsi quattro candidature all'Oscar". (Enzo Natta su 'Famiglia Cristiana' del 1 aprile 1998)

Miracolo: The Full Monty di Peter Cattaneo è un film bello, commovente, intelligente e divertente sugli operai inglesi, sul problema della mancanza di lavoro cruciale oggi come lo sarà nel Duemila; è insieme la migliore operazione finanziaria dell'anno, ha incassato finora 58 volte più di quanto sia costato, incasserà inoltre i proventi delle vendite in videocassetta e alle televisioni; è tra i più lodati dai critici e ai festival di Edimburgo, Locarno, Melbourne, Torino, è candidato a quattro Oscar. [...] (Lietta Tornabuoni - La Stampa)


su questo film:


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