Cinema & Lavoro - Le schede
film: Belli di papà di Guido Chiesa

Ricchi rampolli della Milano 'cool & fashion' tremate: ecco la commedia che spegnerà ogni velleità mondana a favore di un verbo poco frequentato: guadagnarsi quotidianamente la pagnotta.

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Belli di papà

Vedovo, rimasto improvvisamente solo, deve badare a tre figli ventenni, Matteo, Chiara e Andrea, che rappresentano per lui un vero e proprio cruccio. I ragazzi vivono, infatti, una vita piena di agi, ma senza senso e soprattutto ignari di qualsiasi responsabilità, con una quotidianità leggera, lontana dai doveri e dalla voglia di guadagnarsi la vita. Vincenzo tenta perciò di riportarli alla realtà: una messinscena con cui fa credere ai figli che l’azienda di famiglia stia fallendo per bancarotta fraudolenta. Sono perciò costretti ad un’improvvisa fuga degna di veri latitanti. I quattro si rifugiano in una vecchia e ormai malconcia casa di famiglia in Puglia. Per sopravvivere, Chiara, Matteo e Andrea dovranno cominciare a fare qualcosa che non hanno mai fatto prima: lavorare.


Il cast del film

  • Regia: Guido Chiesa
  • Attori: Diego Abatantuono - Vincenzo, Andrea Pisani - Matteo, Matilde Gioli - Chiara, Francesco Di Raimondo - Andrea, Marco Zingaro - Rocco, Barbara Tabita - Anna, Antonio Catania - Giovanni, Francesco Facchinetti - Loris, Nicola Nocella - Ferdinando, Uccio De Santis - Donato, Niccolò Senni - Carlo, Valentina Principi - Benedetta
  • Soggetto: Giovanni Bognetti, Guido Chiesa
  • Sceneggiatura: Giovanni Bognetti, Guido Chiesa
  • Fotografia: Federico Masiero
  • Musiche: Andrea Farri
  • Montaggio: Luca Gasparini
  • Scenografia: Paolo Sansoni
  • Costumi: Patrizia Chericoni

Dati tecnici del film

  • Durata: 100 minuti
  • Colore: colore
  • Genere: Commedia
  • Produzione: Maurizio Totti, Alessandro Usai per Colorado Film, in Collaborazione con Medusa Film
  • Distribuzione: Medusa
  • Data di uscita: 29 Ottobre 2015


Recensioni al film:


Affermato uomo d'affari, stanco dei suoi 3 figli-parassiti (ma li ha cresciuti lui...), finge bancarotta fraudolenta e se li porta al natio Sud (ovviamente in Puglia: unica regione ormai in cui si fanno film a raffica), in una finta fuga dall'arresto, dove li costringe a vivere di pura sopravvivenza, senza cellulari né carte di credito. La verità viene a galla fin troppo tardi (non è credibile che la cosa duri tanto), ma è cambiata la vita di tutti quanti. Toni surreali, scontata lieta fine in questa commedia di costume-parabola moraleggiante con attori macchiette e il solito confronto Nord (corrotto e falso) - Sud (bucolico e sincero). Remake del film messicano Nosotros los nobles (2013) di Gary Alazraki, a sua volta ispirato a El gran calavera (1949) di Luis Buñuel. (Il Morandini)

"Una commedia italiana non ovvia, non deludente, non sciatta. Evviva. A dire il vero 'Belli di papà' si appoggia su uno spunto consolidato e su una struttura derivata da un precedente film, il messicano 'Nosotros los Nobles' per la regia di Gary Alazraki ( che a sua volta sembrerebbe debitore di un film di Buñuel, 'El gran Calavera' del '49) (...). È la conduzione che dimostra un certo valore e un certo spessore. La scrittura, la vivacità ben calibrata delle battute, la regia di Guido Chiesa (...) e l'interpretazione misurata di Abatantuono, che è il padre Vincenzo comico e malinconico al punto giusto, e anche dei tre ragazzi, in particolare la ragazza (Matilde Gioli), cui si accompagna Antonio Catania nel ruolo del socio in affari di Vincenzo." (Paolo D'Agostini da 'La Repubblica' del 29 ottobre 2015)

"Riabilitando l'aggettivo carino, che pur non si addice agli estri di Abatantuono, questa prima commedia di Guido Chiesa, lungi dal 'Partigiano Johnny', merita la categoria. (...) Storia socialmente soft in mano al mattatore misurato Diego accanto a giovani promesse (Matilde Gioli), occasione per un confronto generazionale (tema caro al regista) adattato ai tempi: un capitalino umano, ma solo piacevole." (Maurizio Porro dal 'Corriere della Sera' del  29 ottobre 2015)

"Ricchi rampolli della Milano 'cool & fashion' tremate: è in arrivo la commedia che spegnerà ogni velleità mondana a favore di un verbo poco frequentato: guadagnarsi quotidianamente la pagnotta. (...) L'esito di questa piacevole commedia diretta da Guido Chiesa (debuttante del genere) non è da raccontarsi, di essa però vanno elogiate una certa freschezza ed originalità seppur tragga ispirazione dal film messicano 'Nosotros los nobles'. Nessuno, finora, era riuscito a prender così bene per i fondelli la milanesità radical chic che però, all'occorrenza, sa come darsi da fare." (Anna Maria Pasetti da 'Il Fatto Quotidiano' del 29 ottobre 2015)

"Non c'è più religione: Guido Chiesa, ex critico e regista sofisticato due volte in Concorso al Festival di Venezia (...), è approdato al nazionalpopolare. Già stupiva trovarlo come mentore accanto all'esordiente Paolo Ruffini per due demenziali come 'Fuga di cervelli' e 'Tutto molto bello'. Con 'Belli di papà' la mutazione si è completata. (...) E' un remake di un gioiellino messicano ('Nosotros los nobles') ma è anche la prova che Chiesa è un regista eclettico pronto a una commedia vitale, accessibile, mai banale. Perfetto Abatantuono nel ruolo del ricco borghese e bravissimi i tre giovani figli più un Francesco Facchinetti deliziosamente perfido." (Francesco Alò da 'Il Messaggero' del 29 ottobre 2015)

"Non è una novità che il cinema di casa nostra vada a pescare idee in altri lidi, facendole proprie. 'Belli di papà' è solo l'ultimo in ordine di tempo e conferma quanto siamo bravi nel saper calare certe sceneggiature nel nostro vissuto quotidiano, arricchendole della nostra capacità di far commedia. Qui, ad esempio, ci si è ispirati (in quasi tutto) al film messicano campione di incassi «Nosotros los nobles», affidandosi, soprattutto, alla vena di un bravissimo Diego Abatantuono, vero motore portante del film, capace di abbinare sarcasmo e malinconia, senza mai debordare là dove in tanti sarebbero caduti in tentazione. (...) Si ride sopra la media delle commedie italiane, anche se molte di queste battute sono state già anticipate dal trailer. Peccato. Interessante la scelta vincente di affidare un simile soggetto ad un regista come Guido Chiesa, di solito alle prese con pellicole drammatiche. Se il film non naufraga, a causa di una idea di partenza forse un po' debolina per tenerla in piedi novanta minuti, è merito anche suo. Del rapporto padre e figli il cinema ha scritto migliaia di pagine. Questa, nella sua semplicità, non sfigura nella ricca collezione del grande schermo." (Maurizio Acerbi da 'Il Giornale' del 29 ottobre 2015)


su questo film:


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