Visita fiscale: galeotto fu il verbale di accertamento che il Tribunale sentenzia come "falso"

A scanso di equivoci o facili strumentalizzazioni, va ben chiarito sin dall'inizio della vicenda: qui non si difende nessun furbetto del quartierino, ma si tutela un lavoratore da chi, forse, ha peccato di una certa superficialità, pensando che tanto l'accertatore ha sempre ragione. Ma non così la pensa il Tribunale.


Ed è proprio al giudice a cui, attraverso i nostri uffici legali, la lavoratrice oggetto dell'accertamento fiscale si affidata per dirimere la questione. lavoratrice che, pur essendo a casa "in malattia" (e con "a casa" s'intende dentro la sua abitazione") si è vistra recapitare dallINPS un bel verbale di un presunto accertamento del medico fiscale recante l'inquietante dicitura "visita non espletata a motivo di fatti logistici o personali del lavoratore", ovvero "a questo indirizzo non risulta questo nome".

Tutto ciò senza che nella buca delle lettere fosse stato lasciato alcunché e nonostante nessun campanello abbia trillato, anzi no! Trillato aveva trillato, ma era il postino che pure ha reso testimonianza di aver ricevuto risposta dall'interessata, presenza confermata anche da altri buoni cittadini che hanno reso puntuale testimonianza..

Il medico accertatore non ricorda, ma si sa il tempo è nemico della memoria. Ma è difficile pensare che, come lo stesso a suo tempo ebbe a verbalizare  "a questo indirizzo non risulta questo nome", le cose siano davvero andate così. In virtù del fatto che la prova fotografica ben ha dimostrato che il campanello a quello specifico numero civico ben recava, e da tempo, l'indicazione anagrafica dell'accertato. 

Immagine1jpg

A farla breve, la sentenza rompe definitivamente un tabù: quello che il medico fiscale ha sempre ragione, in barba ad un principio di onesta e chiara trasparenza che ci si aspetta dall'INPS che, a giusta ragione ai furbetti veri ed accertati nega l'indennizzo di malattia (e ci mancherebbe visto che son soldi nostri). Non lo diciamo noi, ma lo dice il giudice che ha definito in sentenza (aprile 2021)  come FALSO il verbale di accertamento nella parte contestata dalla lavoratrice. Ne ha ordinato la cancellazione ed ha condannato l'INPS alla liquidazione prevista, oltre che al rimborso delle spese legali.

CISL FP Verona è sempre attenta alla tutela ed ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori veronesi.