Liste d’attesa, violenza nei pronto soccorso, carenza di personale, accesso alle cure. La sanità pubblica è sempre più in difficoltà e Non ci stancheremo mai di denunciarlo, la nostra è ormai una maratona tra istituzioni, giornali e televisione, perché l'attenzione va tenuta alta e non ci si può permettere di abbassare la guardia. Crescono le aggressioni a medici, infermieri e forze dell’ordine. La popolazione si percepisce sempre più sola e più fragile, mentre la garanzia di sicurezza di cui lo Stato dovrebbe farsi carico per conto e a tutela dei propri cittadini rischia di venire meno. Covid, guerre, impoverimento delle fasce sociali più deboli, la perdita di credibilità delle istituzioni, ma anche la microcriminalità diffusa.Le ormai quotidiane segnalazioni che ci pervengono, e di cui abbiamo raccontato a stampa e istituzioni, partecipando anche ad incontri pubblici e dibattiti, anche con le persone che nella quotidianità ci circondano. Il venir meno della salute ed equilibrio mentale, spesso sottovalutato o non correttamente riconosciuto, rende le persone ancor più vulnerabili e , procedure operative chiare che preservino l’integrità fisica del personale medico, infermieristico, assistenti sociali, personale educativo scolastico, amministrativi, operatori sanitari, degli autisti dei servizi di emergenza e del personale delle forze dell’ordine in questa delicata fase sociale.Dobbiamo proteggere chi lavora in prima linea, dare una svolta all’organizzazione di tali servizi prendendo coscienza della nuova e cambiata realtà sociale in cui è a rischio l’incolumità pubblica, in primis per quegli operatori primi ad intervenire.


Liste d’attesa, violenza nei pronto soccorso, carenza di personale, accesso alle cure. La sanità pubblica è sempre più in difficoltà e la CISL FP Verona è in prima linea accanto agli operatori coinvolti.
Non ci stancheremo mai di denunciarlo, la nostra è ormai una maratona tra istituzioni, giornali e televisione, perché l'attenzione va tenuta alta e non ci si può permettere di abbassare la guardia. Crescono le aggressioni a medici, infermieri e forze dell’ordine. È colpa del disagio sociale. Il fenomeno delle aggressioni nei confronti di chi lavora nei servizi di emergenza, tra le corsie degli ospedali, nei pronto soccorso, nelle Rsa e tra le forze dell’ordine, cresce sempre più.
La popolazione si percepisce sempre più sola e più fragile, mentre la garanzia di sicurezza di cui lo Stato dovrebbe farsi carico per conto e a tutela dei propri cittadini rischia di venire meno. Covid, guerre, impoverimento delle fasce sociali più deboli, la perdita di credibilità delle istituzioni, ma anche la microcriminalità diffusa.Le ormai quotidiane segnalazioni che ci pervengono, e di cui abbiamo raccontato a stampa e istituzioni, partecipando anche ad incontri pubblici e dibattiti, anche con le persone che nella quotidianità ci circondano. Il venir meno della salute ed equilibrio mentale, spesso sottovalutato o non correttamente riconosciuto, rende le persone ancor più vulnerabili e , procedure operative chiare che preservino l’integrità fisica del personale medico, infermieristico, assistenti sociali, personale educativo scolastico, amministrativi, operatori sanitari, degli autisti dei servizi di emergenza e del personale delle forze dell’ordine in questa delicata fase sociale.Dobbiamo proteggere chi lavora in prima linea, dare una svolta all’organizzazione di tali servizi prendendo coscienza della nuova e cambiata realtà sociale in cui è a rischio l’incolumità pubblica, in primis per quegli operatori primi ad intervenire.


Liste d’attesa, violenza nei pronto soccorso, carenza di personale, accesso alle cure. La sanità pubblica è sempre più in difficoltà e Non ci stancheremo mai di denunciarlo, la nostra è ormai una maratona tra istituzioni, giornali e televisione, perché l'attenzione va tenuta alta e non ci si può permettere di abbassare la guardia. Crescono le aggressioni a medici, infermieri e forze dell’ordine.
La popolazione si percepisce sempre più sola e più fragile, mentre la garanzia di sicurezza di cui lo Stato dovrebbe farsi carico per conto e a tutela dei propri cittadini rischia di venire meno. Covid, guerre, impoverimento delle fasce sociali più deboli, la perdita di credibilità delle istituzioni, ma anche la microcriminalità diffusa.
Le ormai quotidiane segnalazioni che ci pervengono, e di cui abbiamo raccontato a stampa e istituzioni, partecipando anche ad incontri pubblici e dibattiti, parlano di una diffusa aggressività, di vera e propria rissa verbale, quando non fisica, anche con le persone che nella quotidianità ci circondano. Il venir meno della salute ed equilibrio mentale, spesso sottovalutato o non correttamente riconosciuto, rende le persone ancor più vulnerabili e rischia progressivamente di peggiorare il quadro della sicurezza.
, procedure operative chiare che preservino l’integrità fisica del personale medico, infermieristico, assistenti sociali, personale educativo scolastico, amministrativi, operatori sanitari, degli autisti dei servizi di emergenza e del personale delle forze dell’ordine in questa delicata fase sociale.Dobbiamo proteggere chi lavora in prima linea, dare una svolta all’organizzazione di tali servizi prendendo coscienza della nuova e cambiata realtà sociale in cui è a rischio l’incolumità pubblica, in primis per quegli operatori primi ad intervenire.


Liste d’attesa, violenza nei pronto soccorso, carenza di personale, accesso alle cure. La sanità pubblica è sempre più in difficoltà e Non ci stancheremo mai di denunciarlo, la nostra è ormai una maratona tra istituzioni, giornali e televisione, perché l'attenzione va tenuta alta e non ci si può permettere di abbassare la guardia. Crescono le aggressioni a medici, infermieri e forze dell’ordine. La popolazione si percepisce sempre più sola e più fragile, mentre la garanzia di sicurezza di cui lo Stato dovrebbe farsi carico per conto e a tutela dei propri cittadini rischia di venire meno. Covid, guerre, impoverimento delle fasce sociali più deboli, la perdita di credibilità delle istituzioni, ma anche la microcriminalità diffusa.Le ormai quotidiane segnalazioni che ci pervengono, e di cui abbiamo raccontato a stampa e istituzioni, partecipando anche ad incontri pubblici e dibattiti, anche con le persone che nella quotidianità ci circondano. Il venir meno della salute ed equilibrio mentale, spesso sottovalutato o non correttamente riconosciuto, rende le persone ancor più vulnerabili e
Come CISL FP di Verona chiediamo con forza maggiori tutele personali anche con assicurazioni specifiche dedicate, maggior presidio del territorio, maggiore presenza delle forze dell’ordine, procedure operative chiare che preservino l’integrità fisica del personale medico, infermieristico, assistenti sociali, personale educativo scolastico, amministrativi, operatori sanitari, degli autisti dei servizi di emergenza e del personale delle forze dell’ordine in questa delicata fase sociale.
Dobbiamo proteggere chi lavora in prima linea, dare una svolta all’organizzazione di tali servizi prendendo coscienza della nuova e cambiata realtà sociale in cui è a rischio l’incolumità pubblica, in primis per quegli operatori primi ad intervenire. Prevenzione deve essere la parola d’ordine che ci deve accompagnare nel garantire sicurezza.


Liste d’attesa, violenza nei pronto soccorso, carenza di personale, accesso alle cure. La sanità pubblica è sempre più in difficoltà e Non ci stancheremo mai di denunciarlo, la nostra è ormai una maratona tra istituzioni, giornali e televisione, perché l'attenzione va tenuta alta e non ci si può permettere di abbassare la guardia. Crescono le aggressioni a medici, infermieri e forze dell’ordine. La popolazione si percepisce sempre più sola e più fragile, mentre la garanzia di sicurezza di cui lo Stato dovrebbe farsi carico per conto e a tutela dei propri cittadini rischia di venire meno. Covid, guerre, impoverimento delle fasce sociali più deboli, la perdita di credibilità delle istituzioni, ma anche la microcriminalità diffusa.Le ormai quotidiane segnalazioni che ci pervengono, e di cui abbiamo raccontato a stampa e istituzioni, partecipando anche ad incontri pubblici e dibattiti, anche con le persone che nella quotidianità ci circondano. Il venir meno della salute ed equilibrio mentale, spesso sottovalutato o non correttamente riconosciuto, rende le persone ancor più vulnerabili e , procedure operative chiare che preservino l’integrità fisica del personale medico, infermieristico, assistenti sociali, personale educativo scolastico, amministrativi, operatori sanitari, degli autisti dei servizi di emergenza e del personale delle forze dell’ordine in questa delicata fase sociale.Dobbiamo proteggere chi lavora in prima linea, dare una svolta all’organizzazione di tali servizi prendendo coscienza della nuova e cambiata realtà sociale in cui è a rischio l’incolumità pubblica, in primis per quegli operatori primi ad intervenire.

