Si è riunito ieri (12 novembre) il Alla riunione hanno partecipato il Prefetto, i rappresentanti della Provincia e del Comune di Verona, il Questore, i Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, l’Ulss 9 Scaligera, l’AOUI Verona. Presente anche la CISL FP Verona affiancata da CGIL FP, UIL FPL, Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed. Tutte le autorità intervenute hanno mostrato grande sensibilità al tema delle aggressioni ai danni dei sanitari e dato la massima disponibilità a coordinare soluzioni efficaci di contrasto a questo fenomeno intollerabile.Nel suo intervento, , a margine dell’esposizione del testo da parte del Prefetto, ha sottolineato l’importanza che l’accordo Con riferimento alle misure già adottate da Ulss 9 e AOUI Verona, Zanini ha ribadito la necessità che i dispositivi di sicurezza installati siano direttamente collegati alle Forze dell’Ordine, al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento in caso di aggressione. In tema di prevenzione, Ha infine ricordato che il personale sanitario non può, da solo, intervenire in tali circostanze, non essendo legittimato a procedere.Il comunicato sindacale congiunto ribadisce che la strada da percorrere è però ancora lunga, dal momento che le due aziende sanitarie scaligere, quella territoriale e quella ospedaliera, stanno sperimentando dispositivi di allarme ispirati a filosofie differenti e se l’obiettivo dell’intesa è garantire l’intervento più tempestivo possibile da parte delle forze dell’ordine soprattutto nei pronto soccorso, punti di primo soccorso, reparti psichiatrici, centri di salute mentale e ambulatori di continuità assistenziale, Appare evidente, anche per il contributo di natura sindacale apportato all'incontro, che il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali deve diventare parte strutturale del percorso. Il contributo di chi ogni giorno è a contatto con i lavoratori e le lavoratrici può offrire un punto di vista essenziale per migliorare gli strumenti e le procedure. La sicurezza non può limitarsi alla gestione dell’emergenza: serve lavorare sulla prevenzione, sul monitoraggio dei rischi, sulla formazione.


Si è riunito ieri (12 novembre) il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per il rinnovo del protocollo d’intesa sottoscritto il 29 marzo 2023, relativo alla prevenzione e al contrasto degli atti di violenza e delle aggressioni ai danni degli esercenti le professioni sanitarie. Alla riunione hanno partecipato il Prefetto, i rappresentanti della Provincia e del Comune di Verona, il Questore, i Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, l’Ulss 9 Scaligera, l’AOUI Verona. Presente anche la CISL FP Verona affiancata da CGIL FP, UIL FPL, Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed.
L'incontro è un tassello importante nella battaglia che da tempo stiamo portando avanti per tutelare lavoratrici e lavoratori del mondo sanitario e assistenziale oggetto di sempre più frequenti episodi di violenza. Tutte le autorità intervenute hanno mostrato grande sensibilità al tema delle aggressioni ai danni dei sanitari e dato la massima disponibilità a coordinare soluzioni efficaci di contrasto a questo fenomeno intollerabile.
Nel suo intervento, Giovanni Zanini, Segretario Generale CISL FP Verona, a margine dell’esposizione del testo da parte del Prefetto, ha sottolineato l’importanza che l’accordo preveda l’estensione delle tutele a tutto il personale coinvolto: dipendenti socio-sanitari, tecnici e amministrativi, oltre ai collaboratori impiegati tramite appalto presso le aziende sanitarie. Con riferimento alle misure già adottate da Ulss 9 e AOUI Verona, Zanini ha ribadito la necessità che i dispositivi di sicurezza installati siano direttamente collegati alle Forze dell’Ordine, al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento in caso di aggressione. In tema di prevenzione, ha inoltre auspicato una presenza più costante della Polizia di Stato, quale deterrente rispetto a episodi di violenza da parte di utenti in stato di alterazione. Ha infine ricordato che il personale sanitario non può, da solo, intervenire in tali circostanze, non essendo legittimato a procedere.
Il comunicato sindacale congiunto ribadisce che la strada da percorrere è però ancora lunga, dal momento che le due aziende sanitarie scaligere, quella territoriale e quella ospedaliera, stanno sperimentando dispositivi di allarme ispirati a filosofie differenti e se l’obiettivo dell’intesa è garantire l’intervento più tempestivo possibile da parte delle forze dell’ordine soprattutto nei pronto soccorso, punti di primo soccorso, reparti psichiatrici, centri di salute mentale e ambulatori di continuità assistenziale, si dovrà arrivare ad individuare un metodo omogeneo per passare il segnale alle centrali e alle sale operative delle forze dell’ordine. Ciò non toglie che ieri si sia compiuto un primo importante passo in questa direzione.
Appare evidente, anche per il contributo di natura sindacale apportato all'incontro, che il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali deve diventare parte strutturale del percorso. Il contributo di chi ogni giorno è a contatto con i lavoratori e le lavoratrici può offrire un punto di vista essenziale per migliorare gli strumenti e le procedure. La sicurezza non può limitarsi alla gestione dell’emergenza: serve lavorare sulla prevenzione, sul monitoraggio dei rischi, sulla formazione. Per questo l'impegno di CISL FP Verona è di continuare l'azione di monitoraggio della situazione, assistenza a chi lavora e confronto le gli attori istituzionali per trovare soluzioni sempre più efficaci.


Si è riunito ieri (12 novembre) il Alla riunione hanno partecipato il Prefetto, i rappresentanti della Provincia e del Comune di Verona, il Questore, i Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, l’Ulss 9 Scaligera, l’AOUI Verona. Presente anche la CISL FP Verona affiancata da CGIL FP, UIL FPL, Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed. Tutte le autorità intervenute hanno mostrato grande sensibilità al tema delle aggressioni ai danni dei sanitari e dato la massima disponibilità a coordinare soluzioni efficaci di contrasto a questo fenomeno intollerabile.Nel suo intervento, , a margine dell’esposizione del testo da parte del Prefetto, ha sottolineato l’importanza che l’accordo Con riferimento alle misure già adottate da Ulss 9 e AOUI Verona, Zanini ha ribadito la necessità che i dispositivi di sicurezza installati siano direttamente collegati alle Forze dell’Ordine, al fine di ridurre al minimo i tempi di intervento in caso di aggressione. In tema di prevenzione, Ha infine ricordato che il personale sanitario non può, da solo, intervenire in tali circostanze, non essendo legittimato a procedere.Il comunicato sindacale congiunto ribadisce che la strada da percorrere è però ancora lunga, dal momento che le due aziende sanitarie scaligere, quella territoriale e quella ospedaliera, stanno sperimentando dispositivi di allarme ispirati a filosofie differenti e se l’obiettivo dell’intesa è garantire l’intervento più tempestivo possibile da parte delle forze dell’ordine soprattutto nei pronto soccorso, punti di primo soccorso, reparti psichiatrici, centri di salute mentale e ambulatori di continuità assistenziale, Appare evidente, anche per il contributo di natura sindacale apportato all'incontro, che il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali deve diventare parte strutturale del percorso. Il contributo di chi ogni giorno è a contatto con i lavoratori e le lavoratrici può offrire un punto di vista essenziale per migliorare gli strumenti e le procedure. La sicurezza non può limitarsi alla gestione dell’emergenza: serve lavorare sulla prevenzione, sul monitoraggio dei rischi, sulla formazione.

