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CISL FP Verona. Aggressioni sanità: bene la legge, ma serve un impegno più ampio

2024-11-15 08:24

CISL FP Verona

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CISL FP Verona. Aggressioni sanità: bene la legge, ma serve un impegno più ampio

Anche Verona non è immune dagli episodi di violenza contro il personale sanitario. Maggiore sensibilizzazione, tutele speciali e di piena valorizzazione normo-

Anche la cronaca veronese, purtroppo, non è immune dagli, un chiaro segno di crescente inciviltà Sembra ormai un bollettino di guerra quello redatto dalla stampa locale: aggressioni nei Servizi psichiatrici, tra cui quella al professionista nel carcere di Montorio da parte di un detenuto; maleducazione, intolleranza e violenza nei pronto soccorso; scritte insultanti fuori dal policlinico di Borgo Roma e, ultimo episodio, ma certamente non ultimo riguardo al futuro, al Pronto soccorso di Borgo Trento un giovane è stato arrestato «in flagranza» per aver ferito due infermieri e un poliziotto mentre un suo concittadino è stato denunciato.Stante il report della ULSS9 Scaligera, estratto attraverso i verbali di cosiddetto «incident reporting», la violenza verbale e fisica nei confronti degli operatori, che siano essi medici, infermieri, assistenti oppure anche amministrativi, negli ospedali, nei distretti e nei luoghi della medicina territoriale, è un fenomeno in crescita. . Si va da insulti, maleducazione, toni alti a schiaffi, pugni e lancio di oggetti. All'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, invece, al Servizio Prevenzione e Protezione, lo scorso annoperché in molti casi chi ne è vittima non denuncia o non ha tecnicamente il tempo di attivare tale procedura, perché impegnato a gestire l'assistenza. In più occasioni . "Più volte", ricorda , "è stato suggerito di implementare la presenza della polizia di stato in divisa ad esempio nei pronto soccorso quale deterrente il fenomeno delle aggressioni". Le statistiche dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie, al quale partecipa anche la CISL segnalano nel 2023

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Anche la cronaca veronese, purtroppo, non è immune dagli episodi di violenza contro il personale sanitario, un chiaro segno di crescente inciviltà che altro non fa che mettere ancor più sotto pressione un sistema sanitario già di per se provato.

Sembra ormai un bollettino di guerra quello redatto dalla stampa locale: aggressioni nei Servizi psichiatrici, tra cui quella al professionista nel carcere di Montorio da parte di un detenuto; maleducazione, intolleranza e violenza nei pronto soccorso; scritte insultanti fuori dal policlinico di Borgo Roma e, ultimo episodio, ma certamente non ultimo riguardo al futuro, al Pronto soccorso di Borgo Trento un giovane è stato arrestato «in flagranza» per aver ferito due infermieri e un poliziotto mentre un suo concittadino è stato denunciato.

Stante il report della ULSS9 Scaligera, estratto attraverso i verbali di cosiddetto «incident reporting», la violenza verbale e fisica nei confronti degli operatori, che siano essi medici, infermieri, assistenti oppure anche amministrativi, negli ospedali, nei distretti e nei luoghi della medicina territoriale, è un fenomeno in crescita. . Si va da insulti, maleducazione, toni alti a schiaffi, pugni e lancio di oggetti. All'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, invece, al Servizio Prevenzione e Protezione, lo scorso annoperché in molti casi chi ne è vittima non denuncia o non ha tecnicamente il tempo di attivare tale procedura, perché impegnato a gestire l'assistenza. In più occasioni . "Più volte", ricorda , "è stato suggerito di implementare la presenza della polizia di stato in divisa ad esempio nei pronto soccorso quale deterrente il fenomeno delle aggressioni". Le statistiche dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie, al quale partecipa anche la CISL segnalano nel 2023

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Anche la cronaca veronese, purtroppo, non è immune dagli, un chiaro segno di crescente inciviltà Sembra ormai un bollettino di guerra quello redatto dalla stampa locale: aggressioni nei Servizi psichiatrici, tra cui quella al professionista nel carcere di Montorio da parte di un detenuto; maleducazione, intolleranza e violenza nei pronto soccorso; scritte insultanti fuori dal policlinico di Borgo Roma e, ultimo episodio, ma certamente non ultimo riguardo al futuro, al Pronto soccorso di Borgo Trento un giovane è stato arrestato «in flagranza» per aver ferito due infermieri e un poliziotto mentre un suo concittadino è stato denunciato.
La CISL FP Verona osserva con crescente preoccupazione ciò che accade nella sanità scaligera e costantemente denuncia le segnalazioni che pervengono dal personale sanitario. Stante il report della ULSS9 Scaligera, estratto attraverso i verbali di cosiddetto «incident reporting», la violenza verbale e fisica nei confronti degli operatori, che siano essi medici, infermieri, assistenti oppure anche amministrativi, negli ospedali, nei distretti e nei luoghi della medicina territoriale, è un fenomeno in crescita. Per il 2024 parliamo di oltre 400 segnalazioni di aggressioni, da gennaio a oggi: 236 verbali e 174 fisiche. Si va da insulti, maleducazione, toni alti a schiaffi, pugni e lancio di oggetti. 

All'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, invece, al Servizio Prevenzione e Protezione, lo scorso anno sono giunte 172 denunce dai dipendenti. Un dato che siamo certi sia sottostimato, rispetto alla realtà, perché in molti casi chi ne è vittima non denuncia o non ha tecnicamente il tempo di attivare tale procedura, perché impegnato a gestire l'assistenza. In più occasioni la CISL FP Verona si è espressa circa la violenza , l’aggressività che si respira nei Pronto Soccorso, nelle corsie, servizi di ambulanza. "Più volte", ricorda Giovanni Zanini della CISL FP Verona, "è stato suggerito di implementare la presenza della polizia di stato in divisa ad esempio nei pronto soccorso quale deterrente il fenomeno delle aggressioni". Le statistiche dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie, al quale partecipa anche la CISL segnalano nel 2023 ben 18.000 operatori vittime di atti di aggressione di cui il 26% di tipo fisico, fra i quali le donne rappresentano il 64% del personale coinvolto!

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Anche la cronaca veronese, purtroppo, non è immune dagli, un chiaro segno di crescente inciviltà Sembra ormai un bollettino di guerra quello redatto dalla stampa locale: aggressioni nei Servizi psichiatrici, tra cui quella al professionista nel carcere di Montorio da parte di un detenuto; maleducazione, intolleranza e violenza nei pronto soccorso; scritte insultanti fuori dal policlinico di Borgo Roma e, ultimo episodio, ma certamente non ultimo riguardo al futuro, al Pronto soccorso di Borgo Trento un giovane è stato arrestato «in flagranza» per aver ferito due infermieri e un poliziotto mentre un suo concittadino è stato denunciato.Stante il report della ULSS9 Scaligera, estratto attraverso i verbali di cosiddetto «incident reporting», la violenza verbale e fisica nei confronti degli operatori, che siano essi medici, infermieri, assistenti oppure anche amministrativi, negli ospedali, nei distretti e nei luoghi della medicina territoriale, è un fenomeno in crescita. . Si va da insulti, maleducazione, toni alti a schiaffi, pugni e lancio di oggetti. All'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, invece, al Servizio Prevenzione e Protezione, lo scorso annoperché in molti casi chi ne è vittima non denuncia o non ha tecnicamente il tempo di attivare tale procedura, perché impegnato a gestire l'assistenza. In più occasioni . "Più volte", ricorda , "è stato suggerito di implementare la presenza della polizia di stato in divisa ad esempio nei pronto soccorso quale deterrente il fenomeno delle aggressioni". Le statistiche dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie, al quale partecipa anche la CISL segnalano nel 2023

“La nuova legge che introduce l’arresto differito in flagranza per chi aggredisce i sanitari è una risposta attesa e necessaria per fronteggiare l’aumento delle aggressioni a danno dei colleghi”. Lo dichiara Maurizio Petriccioli, Segretario Generale della CISL FP, riferendosi al via libera definitivo della Camera alle misure per contrastare la violenza sul personale sanitario e socio-sanitario. “Questa misura, che permette alle forze dell’ordine di intervenire fino a 48 ore dopo l’aggressione utilizzando documentazione video-fotografica, è un importante deterrente e riconosce finalmente la gravità di un problema su cui la Cisl Fp si era diffusamente espressa in questi anni”, prosegue.

Ora è fondamentale che questo sia solo l’inizio di un percorso di maggior tutela del personale. Non basta, infatti, inasprire il codice penale: servono programmi di formazione al personale per la gestione di situazioni critiche e campagne di sensibilizzazione alla cittadinanza, affinché l’aggressione a un operatore sanitario sia culturalmente percepita come un’aggressione alla società stessa

Soprattutto, chi lavora per garantire la salute dei cittadini in servizi pubblici ‘di frontiera’, come nei reparti di pronto soccorso, necessita di tutele speciali e di piena valorizzazione normo-economica, un impegno che intendiamo estendere anche al tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL Sanità Pubblica, attualmente aperto”.

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Anche la cronaca veronese, purtroppo, non è immune dagli, un chiaro segno di crescente inciviltà Sembra ormai un bollettino di guerra quello redatto dalla stampa locale: aggressioni nei Servizi psichiatrici, tra cui quella al professionista nel carcere di Montorio da parte di un detenuto; maleducazione, intolleranza e violenza nei pronto soccorso; scritte insultanti fuori dal policlinico di Borgo Roma e, ultimo episodio, ma certamente non ultimo riguardo al futuro, al Pronto soccorso di Borgo Trento un giovane è stato arrestato «in flagranza» per aver ferito due infermieri e un poliziotto mentre un suo concittadino è stato denunciato.Stante il report della ULSS9 Scaligera, estratto attraverso i verbali di cosiddetto «incident reporting», la violenza verbale e fisica nei confronti degli operatori, che siano essi medici, infermieri, assistenti oppure anche amministrativi, negli ospedali, nei distretti e nei luoghi della medicina territoriale, è un fenomeno in crescita. . Si va da insulti, maleducazione, toni alti a schiaffi, pugni e lancio di oggetti. All'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, invece, al Servizio Prevenzione e Protezione, lo scorso annoperché in molti casi chi ne è vittima non denuncia o non ha tecnicamente il tempo di attivare tale procedura, perché impegnato a gestire l'assistenza. In più occasioni . "Più volte", ricorda , "è stato suggerito di implementare la presenza della polizia di stato in divisa ad esempio nei pronto soccorso quale deterrente il fenomeno delle aggressioni". Le statistiche dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie, al quale partecipa anche la CISL segnalano nel 2023

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