b3a7bd39-b174-4b2f-a7ec-ebae6a2c5e83

DOVE SIAMO

CONTATTO

SOCIAL

Lungadige Galtarossa, 22/D, 37133 Verona VR - Telefono: 045 809 6996 - Fax: 045 809 6054

fp.verona@cisl.it


twitter
facebook
instagram
youtube
telegram
tumblr

LE NEWS DELLA CISL FP VERONA

© 2025 Cisl FP Verona
Cookie info -  Segnala link errato - Trasparenza -  Photo Credits - Web AccessibilityComunicati Stampa

CISL FP Verona. A fianco dei lavoratori dell’Est Veronese: no alla privatizzazione dei servizi sociali

2025-10-30 07:32

CISL FP Verona

Cisl FP Verona, cisl-fp-verona, cisl-fp, cisl-verona, ats, ambiti-territoriali-sociali, stato-agitazione-ats-27, ats-verona, ats-est-veronese, difesa-lavoro-pubblico, cisl-finzione-pubblica-verona,

CISL FP Verona. A fianco dei lavoratori dell’Est Veronese: no alla privatizzazione dei servizi sociali

Privatizzare i servizi sociali significa indebolire il presidio pubblico sul territorio. La CISL FP Verona dice no a modelli che mettono a rischio diritti, qual

La , insieme a FP CGIL e UIL FPL,   Una decisione necessaria, urgente e profondamente motivata dalla proposta avanzata da alcuni amministratori comunali di adottare una forma giuridica di “Azienda speciale consortile di tipo economico” per la gestione dei servizi. La forma “economica” ipotizzata, pur prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, apre la strada alla trasformazione in società di capitali. Questo scenario rappresenta un rischio concreto di privatizzazione,Inoltre, il capoluogo ha optato per una convenzione, l’Ovest Veronese per un’Azienda speciale consortile non economica, e Legnago per un consorzio. Tutte soluzioni che mantengono la piena natura pubblica e garantiscono l’integrazione con il sistema istituzionale.Da mesi le organizzazioni sindacali chiedono un confronto vero, partecipato, trasparente. scegliendo forme associative come il consorzio o l’Azienda speciale non economica. Queste garantiscono non solo lo status di dipendente pubblico, ma anche la mobilità provinciale, la continuità contrattuale, la valorizzazione delle competenze. Eppure, Le linee guida ministeriali per l’attuazione uniforme dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS)La proposta dell’Est Veronese va in direzione opposta, rischiando di creare disparità territoriali e discontinuità nell’erogazione dei servizi. Inoltre, l’adozione della forma economica comporterebbe l’azzeramento della mobilità del personale all’interno della provincia, isolando i lavoratori dell’Ats Ven 27 rispetto ai colleghi degli altri ambiti.La CISL FP Verona ribadisce con forza che i servizi sociali non sono un mercato. Sono un presidio di civiltà, un diritto costituzionale, un pilastro della coesione sociale. Significa mettere a rischio la qualità, la continuità e l’universalità delle prestazioni. Significa tradire il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini.Per questo, insieme alle altre sigle sindacali, . E ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa a tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro del personale coinvolto.Chiediamo ai sindaci dell’Est Veronese di tornare sui propri passi, di ascoltare la voce dei lavoratori, di scegliere la via della responsabilità pubblica. Perché solo con lavoratori tutelati, motivati e integrati nel sistema pubblico possiamo garantire servizi sociali all’altezza dei bisogni delle nostre comunità.

97cb3cef-d53e-463b-b23b-528df4befc5c.png65ec6bea-3e98-4fd4-8d48-0900a6ab5e46.jpg0ffa1873-a62c-47d1-b047-480172143a58.jpg


La CISL Funzione Pubblica Verona, insieme a FP CGIL e UIL FPL, ha proclamato lo stato di agitazione per il personale dei servizi sociali dell’Ambito Territoriale Sociale 27 – Est Veronese.  Una decisione necessaria, urgente e profondamente motivata dalla proposta avanzata da alcuni amministratori comunali di adottare una forma giuridica di “Azienda speciale consortile di tipo economico” per la gestione dei servizi. Una scelta che rischia di compromettere la natura pubblica dell’Ats e lo status di dipendente pubblico per centinaia di lavoratrici e lavoratori.

Un modello che preoccupa e isola
La forma “economica” ipotizzata, pur prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, apre la strada alla trasformazione in società di capitali. Questo scenario rappresenta un rischio concreto di privatizzazione, incompatibile con la missione non mercantile dei servizi sociali e con la tutela dei diritti dei cittadini più fragili. Inoltre, tale modello si discosta dalle scelte adottate negli altri Ats della provincia di Verona: il capoluogo ha optato per una convenzione, l’Ovest Veronese per un’Azienda speciale consortile non economica, e Legnago per un consorzio. Tutte soluzioni che mantengono la piena natura pubblica e garantiscono l’integrazione con il sistema istituzionale.

La voce dei lavoratori ignorata
Da mesi le organizzazioni sindacali chiedono un confronto vero, partecipato, trasparente. La volontà espressa dai lavoratori è chiara: mantenere e rafforzare la natura pubblica dell’Ats, scegliendo forme associative come il consorzio o l’Azienda speciale non economica. Queste garantiscono non solo lo status di dipendente pubblico, ma anche la mobilità provinciale, la continuità contrattuale, la valorizzazione delle competenze. Eppure, nell’incontro del 20 ottobre, solo 5 sindaci su 27 erano presenti, e l’orientamento prevalente è stato quello verso la forma economica. Un segnale grave di scollamento istituzionale e di mancato ascolto.

Le linee guida ministeriali per l’attuazione uniforme dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS)La proposta dell’Est Veronese va in direzione opposta, rischiando di creare disparità territoriali e discontinuità nell’erogazione dei servizi. Inoltre, l’adozione della forma economica comporterebbe l’azzeramento della mobilità del personale all’interno della provincia, isolando i lavoratori dell’Ats Ven 27 rispetto ai colleghi degli altri ambiti.La CISL FP Verona ribadisce con forza che i servizi sociali non sono un mercato. Sono un presidio di civiltà, un diritto costituzionale, un pilastro della coesione sociale. Significa mettere a rischio la qualità, la continuità e l’universalità delle prestazioni. Significa tradire il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini.Per questo, insieme alle altre sigle sindacali, . E ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa a tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro del personale coinvolto.Chiediamo ai sindaci dell’Est Veronese di tornare sui propri passi, di ascoltare la voce dei lavoratori, di scegliere la via della responsabilità pubblica. Perché solo con lavoratori tutelati, motivati e integrati nel sistema pubblico possiamo garantire servizi sociali all’altezza dei bisogni delle nostre comunità.

97cb3cef-d53e-463b-b23b-528df4befc5c.png65ec6bea-3e98-4fd4-8d48-0900a6ab5e46.jpg0ffa1873-a62c-47d1-b047-480172143a58.jpg

La , insieme a FP CGIL e UIL FPL,   Una decisione necessaria, urgente e profondamente motivata dalla proposta avanzata da alcuni amministratori comunali di adottare una forma giuridica di “Azienda speciale consortile di tipo economico” per la gestione dei servizi. La forma “economica” ipotizzata, pur prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, apre la strada alla trasformazione in società di capitali. Questo scenario rappresenta un rischio concreto di privatizzazione,Inoltre, il capoluogo ha optato per una convenzione, l’Ovest Veronese per un’Azienda speciale consortile non economica, e Legnago per un consorzio. Tutte soluzioni che mantengono la piena natura pubblica e garantiscono l’integrazione con il sistema istituzionale.Da mesi le organizzazioni sindacali chiedono un confronto vero, partecipato, trasparente. scegliendo forme associative come il consorzio o l’Azienda speciale non economica. Queste garantiscono non solo lo status di dipendente pubblico, ma anche la mobilità provinciale, la continuità contrattuale, la valorizzazione delle competenze. Eppure,

Una scelta che contrasta con le linee guida nazionali
Le linee guida ministeriali per l’attuazione uniforme dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) indicano chiaramente la preferenza per enti pubblici non economici. La proposta dell’Est Veronese va in direzione opposta, rischiando di creare disparità territoriali e discontinuità nell’erogazione dei servizi. Inoltre, l’adozione della forma economica comporterebbe l’azzeramento della mobilità del personale all’interno della provincia, isolando i lavoratori dell’Ats Ven 27 rispetto ai colleghi degli altri ambiti.

La CISL FP Verona: difendere il lavoro pubblico, tutelare i servizi ai cittadini
La CISL FP Verona ribadisce con forza che i servizi sociali non sono un mercato. Sono un presidio di civiltà, un diritto costituzionale, un pilastro della coesione sociale. Privatizzarli, anche indirettamente, significa indebolire la capacità del territorio di prendersi cura delle persone più vulnerabili. Significa mettere a rischio la qualità, la continuità e l’universalità delle prestazioni. Significa tradire il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

Per questo, insieme alle altre sigle sindacali, abbiamo chiesto l’attivazione immediata delle procedure di raffreddamento e conciliazione in Prefettura. E ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa a tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro del personale coinvolto.

Un appello ai sindaci e alla politica regionale
Chiediamo ai sindaci dell’Est Veronese di tornare sui propri passi, di ascoltare la voce dei lavoratori, di scegliere la via della responsabilità pubblica. Chiediamo alla Regione Veneto di vigilare affinché le riforme degli Ats non diventino strumenti di frammentazione e diseguaglianza. Chiediamo che il lavoro pubblico sia riconosciuto, valorizzato, difeso. Perché solo con lavoratori tutelati, motivati e integrati nel sistema pubblico possiamo garantire servizi sociali all’altezza dei bisogni delle nostre comunità.

Rassegna Stampa:


97cb3cef-d53e-463b-b23b-528df4befc5c.png65ec6bea-3e98-4fd4-8d48-0900a6ab5e46.jpg0ffa1873-a62c-47d1-b047-480172143a58.jpg

La , insieme a FP CGIL e UIL FPL,   Una decisione necessaria, urgente e profondamente motivata dalla proposta avanzata da alcuni amministratori comunali di adottare una forma giuridica di “Azienda speciale consortile di tipo economico” per la gestione dei servizi. La forma “economica” ipotizzata, pur prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, apre la strada alla trasformazione in società di capitali. Questo scenario rappresenta un rischio concreto di privatizzazione,Inoltre, il capoluogo ha optato per una convenzione, l’Ovest Veronese per un’Azienda speciale consortile non economica, e Legnago per un consorzio. Tutte soluzioni che mantengono la piena natura pubblica e garantiscono l’integrazione con il sistema istituzionale.Da mesi le organizzazioni sindacali chiedono un confronto vero, partecipato, trasparente. scegliendo forme associative come il consorzio o l’Azienda speciale non economica. Queste garantiscono non solo lo status di dipendente pubblico, ma anche la mobilità provinciale, la continuità contrattuale, la valorizzazione delle competenze. Eppure, Le linee guida ministeriali per l’attuazione uniforme dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS)La proposta dell’Est Veronese va in direzione opposta, rischiando di creare disparità territoriali e discontinuità nell’erogazione dei servizi. Inoltre, l’adozione della forma economica comporterebbe l’azzeramento della mobilità del personale all’interno della provincia, isolando i lavoratori dell’Ats Ven 27 rispetto ai colleghi degli altri ambiti.La CISL FP Verona ribadisce con forza che i servizi sociali non sono un mercato. Sono un presidio di civiltà, un diritto costituzionale, un pilastro della coesione sociale. Significa mettere a rischio la qualità, la continuità e l’universalità delle prestazioni. Significa tradire il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini.Per questo, insieme alle altre sigle sindacali, . E ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa a tutela dei diritti e delle condizioni di lavoro del personale coinvolto.Chiediamo ai sindaci dell’Est Veronese di tornare sui propri passi, di ascoltare la voce dei lavoratori, di scegliere la via della responsabilità pubblica. Perché solo con lavoratori tutelati, motivati e integrati nel sistema pubblico possiamo garantire servizi sociali all’altezza dei bisogni delle nostre comunità.

Informativa sulla privacy