La Cisl FP Verona si schiera a fianco di tutto il personale docente , convocato in assemblea dal personale stesso e con l’adesione delle organizzazioni sindacali rappresentative, tra queste anche noi. Finora abbiamo assistito a una situazione che definire “critica” è ormai insufficientemente forte: . Si tratta di condizioni che mettono in discussione non solo la qualità del lavoro delle maestre – professioniste che con dedizione stanno cercando di far fronte all’emergenza – ma anche, e soprattutto, la qualità del servizio pubblico rivolto ai bambini, alle famiglie e ai territori. l’investimento sul personale e sui servizi dell’infanzia non è accessorio, ma centrale per garantire una comunità che funziona, una scuola che serve davvero le famiglie e che contribuisce a crescere i cittadini di domani. continuare a intervenire con rimedi emergenziali, supplenze improvvisate, straordinari forzati e tagli camuffati come riorganizzazioni significa mettere a rischio il futuro di questo servizio pubblico. E lo diciamo come sindacato che tutela quotidianamente il personale, ne coglie anche gli effetti di fatica, stress e discontinuità: questo non è sostenibile. La Cisl FP Verona invita tutte le famiglie che utilizzano i servizi “0-6” a comprendere che l’emergenza del personale non è un capriccio del sindacato: è una emergenza sociale. Le difficoltà che vivono le maestre e gli educatori incidono direttamente sul benessere dei bambini, sulla continuità educativa, sulla serenità delle famiglie e sulla qualità del territorio. Chiediamo alle famiglie di sostenerci, perché chiediamo uno sforzo concreto all’Amministrazione: un impegno chiaro e trasparente, assunzioni reali, stabilità, riconoscimento professionale.




La Cisl FP Verona si schiera a fianco di tutto il personale docente della scuola dell’infanzia del Comune di Verona che ieri, giovedì 6 novembre, ha partecipato al presidio pubblico in Piazza Bra, convocato in assemblea dal personale stesso e con l’adesione delle organizzazioni sindacali rappresentative, tra queste anche noi.
Finora abbiamo assistito a una situazione che definire “critica” è ormai insufficientemente forte: carenza grave di organico, assenze da sostituire senza personale disponibile, richieste di straordinari, doppi turni, cambi di orario, spostamenti del personale di sostegno o religione ad altro ruolo, smistamento dei bambini fra sezioni non rispettando continuità educativa, ritmi, ambienti e riferimenti consolidati. Si tratta di condizioni che mettono in discussione non solo la qualità del lavoro delle maestre – professioniste che con dedizione stanno cercando di far fronte all’emergenza – ma anche, e soprattutto, la qualità del servizio pubblico rivolto ai bambini, alle famiglie e ai territori.
l’investimento sul personale e sui servizi dell’infanzia non è accessorio, ma centrale per garantire una comunità che funziona, una scuola che serve davvero le famiglie e che contribuisce a crescere i cittadini di domani. continuare a intervenire con rimedi emergenziali, supplenze improvvisate, straordinari forzati e tagli camuffati come riorganizzazioni significa mettere a rischio il futuro di questo servizio pubblico. E lo diciamo come sindacato che tutela quotidianamente il personale, ne coglie anche gli effetti di fatica, stress e discontinuità: questo non è sostenibile. La Cisl FP Verona invita tutte le famiglie che utilizzano i servizi “0-6” a comprendere che l’emergenza del personale non è un capriccio del sindacato: è una emergenza sociale. Le difficoltà che vivono le maestre e gli educatori incidono direttamente sul benessere dei bambini, sulla continuità educativa, sulla serenità delle famiglie e sulla qualità del territorio. Chiediamo alle famiglie di sostenerci, perché chiediamo uno sforzo concreto all’Amministrazione: un impegno chiaro e trasparente, assunzioni reali, stabilità, riconoscimento professionale.




La Cisl FP Verona si schiera a fianco di tutto il personale docente , convocato in assemblea dal personale stesso e con l’adesione delle organizzazioni sindacali rappresentative, tra queste anche noi. Finora abbiamo assistito a una situazione che definire “critica” è ormai insufficientemente forte: . Si tratta di condizioni che mettono in discussione non solo la qualità del lavoro delle maestre – professioniste che con dedizione stanno cercando di far fronte all’emergenza – ma anche, e soprattutto, la qualità del servizio pubblico rivolto ai bambini, alle famiglie e ai territori. In particolare, segnaliamo tre punti nei quali occorre agire subito: Copertura di organico e concorsi – È indispensabile che l’Amministrazione comunale programmi e realizzi nuovi concorsi e assunzioni stabili, affinché si possano assicurare le necessarie sostituzioni e continuità del servizio. Le maestre e gli educatori già in servizio non devono essere costantemente “utilizzati come tamponi”, ma valorizzati nella loro professionalità. Valorizzazione del lavoro e condizioni dignitose – Non è accettabile che vengano richiesti straordinari obbligatori, spostamenti sistematici, doppi turni o mansioni non previste. Occorre garantire che il lavoro sia svolto in condizioni compatibili con la tutela della persona, della salute, della qualità educativa e della professionalità. Progetti e riorganizzazione con partecipazione e trasparenza – Quando si parla di sezioni primavera, poli educativi, progetti integrati con nidi, non si può contare solo sulla “buona volontà” del personale. Serve un reale processo di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori che conoscono il contesto, i tempi, le dinamiche dei bambini. Serve che l’Amministrazione scenda dal piedistallo e ascolti il mondo che ogni giorno tiene in piedi una scuola dell’infanzia pubblica.
La Cisl FP Verona richiama con forza l’Amministrazione comunale a un cambio di passo: l’investimento sul personale e sui servizi dell’infanzia non è accessorio, ma centrale per garantire una comunità che funziona, una scuola che serve davvero le famiglie e che contribuisce a crescere i cittadini di domani.
Non possiamo banalizzare o rimandare la questione: continuare a intervenire con rimedi emergenziali, supplenze improvvisate, straordinari forzati e tagli camuffati come riorganizzazioni significa mettere a rischio il futuro di questo servizio pubblico. E lo diciamo come sindacato che tutela quotidianamente il personale, ne coglie anche gli effetti di fatica, stress e discontinuità: questo non è sostenibile.
La Cisl FP Verona invita tutte le famiglie che utilizzano i servizi “0-6” a comprendere che l’emergenza del personale non è un capriccio del sindacato: è una emergenza sociale. Le difficoltà che vivono le maestre e gli educatori incidono direttamente sul benessere dei bambini, sulla continuità educativa, sulla serenità delle famiglie e sulla qualità del territorio. Chiediamo alle famiglie di sostenerci, perché chiediamo uno sforzo concreto all’Amministrazione: un impegno chiaro e trasparente, assunzioni reali, stabilità, riconoscimento professionale.




La Cisl FP Verona si schiera a fianco di tutto il personale docente , convocato in assemblea dal personale stesso e con l’adesione delle organizzazioni sindacali rappresentative, tra queste anche noi. Finora abbiamo assistito a una situazione che definire “critica” è ormai insufficientemente forte: . Si tratta di condizioni che mettono in discussione non solo la qualità del lavoro delle maestre – professioniste che con dedizione stanno cercando di far fronte all’emergenza – ma anche, e soprattutto, la qualità del servizio pubblico rivolto ai bambini, alle famiglie e ai territori. l’investimento sul personale e sui servizi dell’infanzia non è accessorio, ma centrale per garantire una comunità che funziona, una scuola che serve davvero le famiglie e che contribuisce a crescere i cittadini di domani. continuare a intervenire con rimedi emergenziali, supplenze improvvisate, straordinari forzati e tagli camuffati come riorganizzazioni significa mettere a rischio il futuro di questo servizio pubblico. E lo diciamo come sindacato che tutela quotidianamente il personale, ne coglie anche gli effetti di fatica, stress e discontinuità: questo non è sostenibile. La Cisl FP Verona invita tutte le famiglie che utilizzano i servizi “0-6” a comprendere che l’emergenza del personale non è un capriccio del sindacato: è una emergenza sociale. Le difficoltà che vivono le maestre e gli educatori incidono direttamente sul benessere dei bambini, sulla continuità educativa, sulla serenità delle famiglie e sulla qualità del territorio. Chiediamo alle famiglie di sostenerci, perché chiediamo uno sforzo concreto all’Amministrazione: un impegno chiaro e trasparente, assunzioni reali, stabilità, riconoscimento professionale. All’Amministrazione comunale rivolgiamo quindi la domanda che come sindacato ci poniamo ogni giorno: come pensa di garantire che la scuola dell’infanzia pubblica veronese resti un servizio di qualità, accessibile, sicuro e adeguato ai bisogni delle famiglie e dei bambini, se non investe oggi sulle risorse umane e non dà stabilità al personale? La Cisl FP Verona conferma la propria disponibilità al confronto, alla proposta, alla collaborazione costruttiva. Ma questo confronto non può essere fine a sé stesso: deve tradursi in accordi, in atti, in numeri, in coerenza. E se ciò non avverrà, la mobilitazione non potrà rimanere senza seguito. Il presidio del 6 novembre sarà solo l’inizio di un percorso che la Cisl FP Verona seguirà fino in fondo, con forza, serietà e responsabilità. Alle maestre, agli educatori, agli operatori della scuola dell’infanzia diciamo: non siete sole. Il sindacato è accanto a voi. E alla cittadinanza diciamo: stiamo insieme, perché la scuola di oggi è il bene comune di domani.
La risposta non può essere “processi in corso” o “valutiamo”: serve impegno concreto, tempi certi, risorse certe.




La Cisl FP Verona si schiera a fianco di tutto il personale docente , convocato in assemblea dal personale stesso e con l’adesione delle organizzazioni sindacali rappresentative, tra queste anche noi. Finora abbiamo assistito a una situazione che definire “critica” è ormai insufficientemente forte: . Si tratta di condizioni che mettono in discussione non solo la qualità del lavoro delle maestre – professioniste che con dedizione stanno cercando di far fronte all’emergenza – ma anche, e soprattutto, la qualità del servizio pubblico rivolto ai bambini, alle famiglie e ai territori. l’investimento sul personale e sui servizi dell’infanzia non è accessorio, ma centrale per garantire una comunità che funziona, una scuola che serve davvero le famiglie e che contribuisce a crescere i cittadini di domani. continuare a intervenire con rimedi emergenziali, supplenze improvvisate, straordinari forzati e tagli camuffati come riorganizzazioni significa mettere a rischio il futuro di questo servizio pubblico. E lo diciamo come sindacato che tutela quotidianamente il personale, ne coglie anche gli effetti di fatica, stress e discontinuità: questo non è sostenibile. La Cisl FP Verona invita tutte le famiglie che utilizzano i servizi “0-6” a comprendere che l’emergenza del personale non è un capriccio del sindacato: è una emergenza sociale. Le difficoltà che vivono le maestre e gli educatori incidono direttamente sul benessere dei bambini, sulla continuità educativa, sulla serenità delle famiglie e sulla qualità del territorio. Chiediamo alle famiglie di sostenerci, perché chiediamo uno sforzo concreto all’Amministrazione: un impegno chiaro e trasparente, assunzioni reali, stabilità, riconoscimento professionale.

