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CISL FP Verona. Sanità privata sciopero nazionale. Oggi tutti in presidio regionale a Venezia

2025-05-22 10:11

CISL FP Verona

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CISL FP Verona. Sanità privata sciopero nazionale. Oggi tutti in presidio regionale a Venezia

Oggi 22 maggio 2025 le lavoratrici ed i lavoratori della sanità privata e delle RSA scioperano in tutta Italia per ottenere il rinnovo del contratto nazionale

Lo sciopero è stato proclamato, unitariamente dalle organizzazioni sindacali confederali, a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili. Nella nostra regione, lavoratrici e lavoratori, delegati e operatori della CISL FP del nostro territorio sono scesi in piazza a Venezia per far sentire la loro voce. Per ricordare che coloro che operano nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle RSA Aiop e Aris continuano a vincolare l’avvio del negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo e delle Regioni. Una pretesa assurda, perché la negoziazione di un contratto è in capo alle associazioni datoriali che rappresentano le strutture private che agiscono per conto del servizio pubblico e che non possono scaricare completamente il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori e sulla collettività. Dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e da Aiop e Aris non arriva alcun segnale. In questo contesto, è amaro constatare anche che Aiop, proprio nei giorni in cui si terrà lo sciopero nazionale, non ascolterà le richieste che verranno avanzate da chi protesta  proprio davanti alle loro sedi, perché ha scelto di svolgere la propria Assemblea Generale ad Atene, in piena coincidenza con lo sciopero nazionale di oggi 22 maggio. E anche un po’ beffardo, dimostrando con ciò scarso interesse nei confronti delle condizioni reali delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono, con professionalità e dedizione, cure e assistenza ai cittadini ma che da anni aspettano il loro contratto. Ci troviamo ancora una volta davanti a un segnale chiaro di distanza da parte di chi dovrebbe, al contrario, impegnarsi per riaprire il confronto per i due contratti attesi. , non possiamo tollerare questi silenzi e le fughe. Oggi scendiamo in piazza per rivendicare rispetto e dignità per oltre 200 mila lavoratrici e lavoratori.

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Oggi 22 maggio 2025 le lavoratrici ed i lavoratori della sanità privata e delle RSA scioperano in tutta Italia per ottenere il rinnovo del contratto nazionale della sanità privata Aiop e Aris. Un contratto bloccato da 6 anni e per il contratto unico delle RSA fermo da 13 anni. Lo sciopero è stato proclamato, unitariamente dalle organizzazioni sindacali confederali, a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili.

Nella nostra regione, lavoratrici e lavoratori, delegati e operatori della CISL FP del nostro territorio sono scesi in piazza a Venezia per far sentire la loro voce. Per ricordare che coloro che operano nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle RSA svolgono un servizio pubblico essenziale, garantendo ogni giorno cure, assistenza e professionalità alle persone più fragili.

Aiop e Aris continuano a vincolare l’avvio del negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo e delle Regioni. Una pretesa assurda, perché la negoziazione di un contratto è in capo alle associazioni datoriali che rappresentano le strutture private che agiscono per conto del servizio pubblico e che non possono scaricare completamente il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori e sulla collettività. Dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e da Aiop e Aris non arriva alcun segnale. In questo contesto, è amaro constatare anche che Aiop, proprio nei giorni in cui si terrà lo sciopero nazionale, non ascolterà le richieste che verranno avanzate da chi protesta  proprio davanti alle loro sedi, perché ha scelto di svolgere la propria Assemblea Generale ad Atene, in piena coincidenza con lo sciopero nazionale di oggi 22 maggio. E anche un po’ beffardo, dimostrando con ciò scarso interesse nei confronti delle condizioni reali delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono, con professionalità e dedizione, cure e assistenza ai cittadini ma che da anni aspettano il loro contratto. Ci troviamo ancora una volta davanti a un segnale chiaro di distanza da parte di chi dovrebbe, al contrario, impegnarsi per riaprire il confronto per i due contratti attesi. , non possiamo tollerare questi silenzi e le fughe. Oggi scendiamo in piazza per rivendicare rispetto e dignità per oltre 200 mila lavoratrici e lavoratori.

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Lo sciopero è stato proclamato, unitariamente dalle organizzazioni sindacali confederali, a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili. Nella nostra regione, lavoratrici e lavoratori, delegati e operatori della CISL FP del nostro territorio sono scesi in piazza a Venezia per far sentire la loro voce. Per ricordare che coloro che operano nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle RSA
Eppure questi operatori fondamentali per la nostra salute, restano con un contratto bloccato, senza adeguamenti retributivi, senza tutele aggiornate. Aiop e Aris continuano a vincolare l’avvio del negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo e delle Regioni. Una pretesa assurda, perché la negoziazione di un contratto è in capo alle associazioni datoriali che rappresentano le strutture private che agiscono per conto del servizio pubblico e che non possono scaricare completamente il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori e sulla collettività.

Difficile non notare sui volti di queste persone la delusione e la frustrazione per un contratto che non arriva a fronte di una posizione datoriale che ha superato i limiti della vergogna da molto tempo. A questo si somma il preoccupante silenzio delle istituzioni.  Dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e da Aiop e Aris non arriva alcun segnale. Nessuna apertura, nessun impegno.

In questo contesto, è amaro constatare anche che Aiop, proprio nei giorni in cui si terrà lo sciopero nazionale, non ascolterà le richieste che verranno avanzate da chi protesta  proprio davanti alle loro sedi, perché ha scelto di svolgere la propria Assemblea Generale ad Atene, in piena coincidenza con lo sciopero nazionale di oggi 22 maggio.

E anche un po’ beffardo, dimostrando con ciò scarso interesse nei confronti delle condizioni reali delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono, con professionalità e dedizione, cure e assistenza ai cittadini ma che da anni aspettano il loro contratto. Ci troviamo ancora una volta davanti a un segnale chiaro di distanza da parte di chi dovrebbe, al contrario, impegnarsi per riaprire il confronto per i due contratti attesi. , non possiamo tollerare questi silenzi e le fughe. Oggi scendiamo in piazza per rivendicare rispetto e dignità per oltre 200 mila lavoratrici e lavoratori.

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Lo sciopero è stato proclamato, unitariamente dalle organizzazioni sindacali confederali, a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili. Nella nostra regione, lavoratrici e lavoratori, delegati e operatori della CISL FP del nostro territorio sono scesi in piazza a Venezia per far sentire la loro voce. Per ricordare che coloro che operano nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle RSA Aiop e Aris continuano a vincolare l’avvio del negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo e delle Regioni. Una pretesa assurda, perché la negoziazione di un contratto è in capo alle associazioni datoriali che rappresentano le strutture private che agiscono per conto del servizio pubblico e che non possono scaricare completamente il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori e sulla collettività. Dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e da Aiop e Aris non arriva alcun segnale. In questo contesto, è amaro constatare anche che Aiop, proprio nei giorni in cui si terrà lo sciopero nazionale, non ascolterà le richieste che verranno avanzate da chi protesta  proprio davanti alle loro sedi, perché ha scelto di svolgere la propria Assemblea Generale ad Atene, in piena coincidenza con lo sciopero nazionale di oggi 22 maggio.

E anche un po’ beffardo, dimostrando con ciò scarso interesse nei confronti delle condizioni reali delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono, con professionalità e dedizione, cure e assistenza ai cittadini ma che da anni aspettano il loro contratto. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata, con la mobilitazione, ribadiranno ad Aiop ed Aris che per migliorare salari e diritti devono essere trovati i fondi necessari, così come sono stati reperiti per riunire all’estero la rappresentanza datoriale all’ombra del Partenone. Ci troviamo ancora una volta davanti a un segnale chiaro di distanza da parte di chi dovrebbe, al contrario, impegnarsi per riaprire il confronto per i due contratti attesi.

Il contratto è un diritto e va rinnovato con il confronto, non possiamo tollerare questi silenzi e le fughe. Oggi scendiamo in piazza per rivendicare rispetto e dignità per oltre 200 mila lavoratrici e lavoratori.


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Lo sciopero è stato proclamato, unitariamente dalle organizzazioni sindacali confederali, a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili. Nella nostra regione, lavoratrici e lavoratori, delegati e operatori della CISL FP del nostro territorio sono scesi in piazza a Venezia per far sentire la loro voce. Per ricordare che coloro che operano nelle strutture sanitarie private accreditate e nelle RSA Aiop e Aris continuano a vincolare l’avvio del negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo e delle Regioni. Una pretesa assurda, perché la negoziazione di un contratto è in capo alle associazioni datoriali che rappresentano le strutture private che agiscono per conto del servizio pubblico e che non possono scaricare completamente il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori e sulla collettività. Dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e da Aiop e Aris non arriva alcun segnale. In questo contesto, è amaro constatare anche che Aiop, proprio nei giorni in cui si terrà lo sciopero nazionale, non ascolterà le richieste che verranno avanzate da chi protesta  proprio davanti alle loro sedi, perché ha scelto di svolgere la propria Assemblea Generale ad Atene, in piena coincidenza con lo sciopero nazionale di oggi 22 maggio. E anche un po’ beffardo, dimostrando con ciò scarso interesse nei confronti delle condizioni reali delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono, con professionalità e dedizione, cure e assistenza ai cittadini ma che da anni aspettano il loro contratto. Ci troviamo ancora una volta davanti a un segnale chiaro di distanza da parte di chi dovrebbe, al contrario, impegnarsi per riaprire il confronto per i due contratti attesi. , non possiamo tollerare questi silenzi e le fughe. Oggi scendiamo in piazza per rivendicare rispetto e dignità per oltre 200 mila lavoratrici e lavoratori.

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