CISL FP Verona. Cerris. Basta aspettare. Grave la situazione per gli assistiti e per gli operatori della struttura


A distanza di due anni dal nostro ultimo intervento, permane all’interno del Cerris di Verona un'emergenza prevalentemente infermieristica quella che, già a suo tempo, ci aveva visto in prima linea nella tutela di ospiti e lavoratori, con una pressante segnalazione alla quale non abbiamo ricevuto riscontro. Un silenzio più che desolante: preoccupante. Un silenzio ed una mancanza di reattività che ha prodotto un inevitabile degrado che ora coinvolge anche gli Operatori Socio Sanitari (OSS). Ad affermarlo è Monica Lebenita, Segretario Provinciale del Terzo Settore per la CISL FP Verona che ricorda che “in una nostra lettera del 21 luglio 2020, due anni fa, si trasmetteva ai vertici delle strutture interessate, CERRIS e Azienda ULSS 9 Scaligera, il rendiconto delle numerose e circostanziate segnalazioni che raccontavano delle difficilissime condizioni di lavoro del personale di cooperativa, ormai ‘decimato’ in termini numerici, impiegato oggi presso la struttura di assistenza. Personale che era ormai giunto al limite della capacità di risposta assistenziale e di resistenza operativa”.

Rincara la dose Giovanni Zanini, Segretario Generale CISL FP Verona, che ribadisce che “ora siamo davvero in presenza di un'emergenza che rischia di trasformarsi in una storia infinita. Anche oggi, a distanza di 2 anni, abbiamo preso carta e penna e scritto ai principali attori della vicenda, i vertici di CERRIS e ULSS9 Scaligera. Ci hanno risposto che ci stanno lavorando!”

“A seguito delle nostre sollecitazioni e criticità evidenti” prosegue Zanini, “nel mese di ottobre 2021, è stato chiesto al personale delle Cooperative un ultimo sforzo con promessa di adeguato compenso economico, di ulteriori 3 mesi, con impegno dell’ULSS 9 di procedere con l’internalizzazione del Servizio Infermieristico a partire dal mese di febbraio 2022. In seguito ad ulteriori episodi di difficile soluzione, nel garantire la continuità del servizio, abbiamo sollecitato l’Amministrazione ULSS 9 Scaligera ad una risposta circostanziata, sull’effettiva internalizzazione, scoprendo così, nel mese di aprile 2022 che in realtà mancava l’autorizzazione della Regione”. 

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E’ Monica Lebenita a precisare che “nell’ultimo incontro del 2 maggio, la stessa amministrazione non era in grado di offrire risposte precise sui tempi e modalità di internalizzazione motivando che manca l’autorizzazione della Regione che, ancora ad oggi, a quanto pare, non conosce la realtà del CERRIS e di Marzana”. 

L’ULSS 9 Scaligera aggiunge altresì che per dare continuità al servizio gli infermieri presenti nella struttura e vincitori del concorso pubblico sarebbero stati assegnati a CERRIS di Marzana. Cosa invece che non corrisponde al vero in quanto ci sono pervenute informazioni che gli infermieri, di cui sopra, di fatto sono stati assegnati ad altre unità operative destabilizzando ulteriormente una situazione già emergenziale.

Ad oggi al CERRIS, prosegue Giovanni Zanini, “a seguito ad ulteriori dimissioni, gli infermieri delle Cooperative, ormai ridotti a sole quattro unità, provengono dall’ ATI, Associazione di Cooperative, integrati con Professionisti a partita IVA, in un tentativo disperato di costruire un turno che garantisca la continuità assistenziale, la vera vittima di tuta questa vicenda”

La situazione attuale non può perdurare. la CISL FP di Verona chiede un intervento urgente per risolvere l’emergenza.

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