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CISL FP Verona. ATS Est Veronese: una scelta gravissima contro cittadini, lavoratori e Comuni

2026-01-13 11:59

CISL FP Verona

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CISL FP Verona. ATS Est Veronese: una scelta gravissima contro cittadini, lavoratori e Comuni

La CISL FP Verona denuncia con forza quanto accaduto nell’Ambito Territoriale Sociale dell’Est Veronese: la forma giuridica “economica” per il nuovo ATS

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La CISL Funzione Pubblica Verona denuncia con forza quanto accaduto nell’Ambito Territoriale Sociale dell’Est Veronese: la scelta della forma giuridica “economica” per il nuovo ATS Ven-27 è stata imposta a colpi di maggioranza, senza il necessario consenso unanime dei sindaci e senza alcun rispetto per il confronto democratico su un tema così importante. 

LE DOMANDE
È questo il modo di governare i servizi sociali?
Si vuole davvero decidere il destino dei più fragili come si vota una delibera qualsiasi?
Si vuole aprire la porta alla privatizzazione del welfare territoriale?

FORZATURA SENZA PRECEDENTI
Nell’incontro di ieri sera, l’assessora Debora Marzotto ha imposto la votazione senza neppure consentire le dichiarazioni di voto. Un atto grave, che ha indotto quattro sindaci ad abbandonare la seduta, tre ad astenersi ed uno a votare contro. Nonostante ciò, la maggioranza ha tirato dritto, sostenuta dagli interventi di due sindaci, che hanno negato ogni rischio di privatizzazione, mostrando un atteggiamento di ostinata chiusura verso ogni richiamo al buon senso e alla normativa vigente.


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UNA SCELTA CHE VA CONTRO MINISTERO, INPS, CORTE DEI CONTI E REGIONE VENETO

La CISL FP Verona ricorda che:

  • Il Ministero del Lavoro, con Linee Guida e note ufficiali,
  • l’INPS, con la nota dell’ottobre 2025,
  • la Corte dei Conti Veneto, con il parere 136/2025
  • e perfino la Regione Veneto, che ha indicato chiaramente la forma dell’azienda speciale consortile pubblica come modello ottimale,

hanno ribadito che gli ATS dedicati ai servizi socio-assistenziali devono essere enti pubblici non economici (EPNE), rientranti nel perimetro della Pubblica Amministrazione.

ANCORA LECITE DOMANDE
Perché l’Est Veronese decide di ignorare tutto questo?
Perché si sceglie deliberatamente una forma “economica” che apre scenari di mercato e rischi di privatizzazione?
Chi trae vantaggio da questa impostazione?

A RISCHIO IL RUOLO DEL PUBBLICO DIPENDENTE
La scelta dell’azienda speciale economica mette a rischio lo status giuridico dei lavoratori trasferiti dagli enti locali all’ATS, che potrebbero non rientrare più nell’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001.

Un rischio reale, documentato e più volte segnalato, che la maggioranza dei sindaci ha deciso di ignorare. Perché privatizzare luce, gas, ristorazione o onoranze funebri può anche essere una scelta politica, ma privatizzare i servizi sociali NO. Perché sia chiaro che i servizi sociali non sono e non possono diventare un mercato. Non sono un business. Non sono un terreno di sperimentazione politica.

Sono il presidio fondamentale per anziani, minori, famiglie in difficoltà, persone con disabilità, cittadini fragili.

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UNA DIFFIDA NECESSARIA PER UN SINDACATO COME IL NOSTRO

Alla luce di quanto accaduto, la CISL FP Verona:

  • diffida formalmente le amministrazioni dall’adottare scelte in contrasto con le indicazioni ministeriali e con la natura pubblica degli ATS;
  • ribadisce che gli ATS socio-assistenziali devono rientrare nel perimetro della Pubblica Amministrazione;
  • annuncia che, in caso di ulteriori forzature o comportamenti lesivi dei diritti dei lavoratori, tutelerà in ogni sede opportuna il personale coinvolto.

UN APPELLO AI SINDACI
C’è ancora tempo per fermare questa deriva. C’è ancora tempo per riportare l’ATS Ven-27 nel solco della legalità, della coerenza istituzionale e del rispetto dei cittadini. I servizi sociali non si svendono. Si difendono. E noi li difenderemo.




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