Cinema & Lavoro - Le schede
film: Smetto quando voglio

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ricorrendo al linguaggio universale del cinema

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Smetto quando voglio

Pietro Zinni, geniale ricercatore in neurobiologia di 37 anni, è licenziato a causa dei tagli all'università e deve improvvisamente trovare un modo per sbarcare il lunario. Ma cosa può fare uno che nella vita ha sempre e solo studiato? Semplice: organizzare una banda criminale assolutamente fuori dalle righe... accademiche naturalmente!  Pietro recluta quindi i migliori tra i suoi ex colleghi di università, grandi cervelli costretti ai margini della società , obbligati ad accettare i mestieri più disparati. Le loro competenze, dalla semiotica interpretativa alla macroeconomia dinamica, passando per la chimica computazionale e l'antropologia culturale, si riveleranno assolutamente perfette per il successo nel mondo della malavita. Ma riusciranno a gestire la loro nuova vita di criminali?


Il cast del film

  • Regia: Sydney Sibilia
  • Attori: Edoardo Leo - Pietro, Valeria Solarino - Giulia, Valerio Aprea - Mattia, Paolo Calabresi - Arturo, Libero De Rienzo - Bartolomeo, Stefano Fresi - Alberto, Lorenzo Lavia - Giorgio, Pietro Sermonti - Andrea, Neri Marcorè - Murena, Sergio Solli - Professor Seta, Majlinda Agaj.
  • Soggetto: Valerio Attanasio, Sydney Sibilia
  • Sceneggiatura: Valerio Attanasio, Andrea Garello, Sydney Sibilia
  • Fotografia: Vladan Radovic
  • Musiche: Andrea Farri - La canzone "Smetto quando voglio" (musica e testi di Domenico Scardamaglia) è interpretata da Scarda.
  • Montaggio: Gianni Vezzosi
  • Scenografia: Alessandro Vannucci
  • Costumi: Francesca Vecchi, Roberta Vecchi
  • Effetti: Rodolfo Migliari, Chromatica
  • Suono: Angelo Bonanni - (fonico di presa diretta)

Dati tecnici del film

  • Durata: 100 minuti
  • Colore: Colore
  • Genere: Commedia
  • Produzione: Domenico Procacci e Matteo Rovere per Fandango, Ascent Film, con Rai Cinema
  • Distribuzione: 01 Distribution


Recensioni al film:

"Segnatevi questo titolo perché segna la riscossa della commedia all'italiana dopo tanta volgarità, noia, qualunquismo: 'Smetto quando voglio' del 32enne salernitano Sydney Sibilla si mangia tutti i cinepanettoni e recupera con ritmo la leggerezza del racconto da gruppo di perdenti alla Monicelli. Questi laureati ricercatori disoccupati esperti di antropologia ed epigrafia, sono i soliti ignoti di oggi: l'idea viene dal trafiletto di un giornale su due laureati in filosofia che da netturbini discutono di Ragion Pura. (...) Pur puntando al paradosso, il film racconta una gioventù molto verosimile nelle sue illusioni perdute e si diverte a caratterizzare questi amici lanciati in un'operazione alla 'Full Monty' anche se molti citano la serie 'Breaking Bad' che ha una similitudine apparente, ma il tono è diverso. Finalmente un film con soggetto, cast di prim'ordine, sceneggiatura (scritta dal regista con Valerio Attanasio) che resiste fino all'ultima battuta, una pregnante fotografia di Vladan Radovic: e non c'è invasione di product placement, cioè pubblicità. Da notare l'assenza di volgarità e di quei molesti stereotipi che inficiano i film sui giovani. Si parla, scherzando fino a un certo punto, del dramma di una generazione perduta nella crisi che manda in tilt anche il pudore etico: vince il divertimento del racconto curioso che si mette in moto e non molla più la presa. Gruppo virile di non divi in bilico tra cinema, tv e teatro, a cominciare da Edoardo Leo, il deus ex machina, sposato a Valeria Solarino. Tutti da citare per l'entusiasmo con cui affrontano questa fantastica avventura, dal gruppo 'Boris' (Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Pietro Sermonti) al villain Neri Marcorè fino a Libero de Rienzo, dalla taglia L di Stefano Fresi a Lorenzo Lavia, Solli e Poggi." (Maurizio Porro, dal Corriere della Sera del 6 febbraio 2014.

"Simpatico e convincente il film d'esordio del salernitano Sydney Sibilia che, ipotizzando sul modello di 'I soliti ignoti' una banda composta di ingenui dilettanti del crimine, innesta nella storia la componente del discorso sociale, ma con freschezza e senza appesantimenti come in certe riuscite commedie britanniche. (...) Di 'Smetto quando voglio' si apprezzano la semplicità di tono e i dialoghi, la scorrevolezza di ritmo, il fondo amaro di una comicità che scaturisce dal dramma reale della mancanza di lavoro; e l'indovinata amalgama di un cast che intorno all'imbranato, accattivante protagonista Edoardo Leo riunisce attori di provenienza mista quali Lorenzo Lavia e Valerio Aprea, Valeria Solarino e Pietro Sermonti. Cammeo di cattivone di Neri Marcoré." (Alessandra Levantesi Kezich, da La Stampa del 6 febbraio 2014).

"Spassosa, originale commedia, un balletto grottesco e paradossale attorno al mondo del precariato, dove se c'è una piccolissima speranza di essere assunti, è indispensabile nascondere la laurea. L'idea viene al ricercatore neurobiologo, e neolicenziato, Pietro (Edoardo Leo). Perché non mettere insieme una banda e spacciare una droga non prevista nell'elenco delle sostanze illegali? Si ride parecchio, anche se alla lunga il gioco mostra qualche segno di cedimento." (Massimo Bertarelli, da Il Giornale del 6 febbraio 2014).

"Occhio a 'Smetto quando voglio' e al suo realizzatore dallo strano nome, Sydney Sibilia, al primo lungometraggio professionale. Perché nella sua vocazione consapevolmente d'intrattenimento, è un risultato molto brillante e ricco di densità. Finalmente un'indicazione solida e non fatua in favore della buona commedia. Italiana, certo, debitrice all'archetipo dei 'Soliti ignoti' ma, come dice l'autore, «al tempo di 'Ocean's'», e anche al tempo di 'The Bing Bang Theory' (la sitcom che ha per protagonisti due giovani cervelloni imbranati: più o meno la traduzione della parola 'nerd') e di 'Breaking Bad', la serie, tragica e cupa, che si è imposta al culto degli spettatori più giovani ed esigenti. Corona la sua discreta e tenace ascesa l'attore Edoardo Leo nel ruolo di Pietro ricercatore in neurobiologia (...)." (Paolo D'Agostini,  da la Repubblica del 6 febbraio 2014).

"Come si fa a produrre in modo artigianale una droga da sballo e del tutto legale? Naturalmente serve la formula. Ma se avete sottomano un neurobiologo capace di azzeccare la chimica, il resto - zucchero a velo, chiodi di garofano, prodotti per acquario, etc. - si trova al supermercato. Questo almeno racconta lo svelto, astuto, divertentissimo debutto di un 32enne di Salerno che somiglia ai suoi antieroi. Sa come produrre effetti irresistibili. E soprattutto sa farlo 'in casa', usando ciò che ha sottomano (che tutto il cinema italiano avrebbe sottomano, se solo volesse). Attori impeccabili, anche se, anzi proprio perché non sempre notissimi. Dialoghi esilaranti che trasportano a Roma motivi e cliché provenienti da film e serie tv inglesi o Usa (ma anche dagli italianissimi 'Boris' e 'Santa Maradona'). Sentimenti bassi quanto universali (non serve aver visto 'Breaking Bad' per aver sognato almeno un attimo di darsi ad attività pericolose quanto redditizie). Il tutto fuso in una sceneggiatura scoppiettante e accuratissima (di Valerio Attanasio, Andrea Garello e del regista Sydney Sibilia). Che elabora in chiave comica un dato drammatico nonché, di nuovo, sotto gli occhi di tutti: se in Italia molti brillantissimi laureati sono costretti a cercare lavori terribilmente inferiori al loro curriculum, perché non immaginare che usino le loro doti per aggirare la legge, magari producendo una molecola psicotropa non ancora catalogata come droga, dunque paradossalmente legale? (...) scritto, diretto e interpretato con una consapevolezza e un divertimento rari quanto contagiosi. Dopo anni di comicità coatta, fasulla, predigerita e, quella sì, tossica, una ventata rigenerante." (Fabio Ferzetti, da Il Messaggero del 6 febbraio 2014).


su questo film:


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