Cinema & Lavoro - Le schede
film: Miss Marx di Susanna Nicchiarelli

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ricorrendo al linguaggio universale del cinema

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Miss Marx

Brillante, colta, libera e appassionata, Eleanor è la figlia più piccola di Karl Marx: tra le prime donne ad avvicinare i temi del femminismo e del socialismo, partecipa alle lotte operaie, combatte per i diritti delle donne e l'abolizione del lavoro minorile. Quando, nel 1883, incontra Edward Aveling, la sua vita cambia per sempre, travolta da un amore appassionato ma dal destino tragico. Ed è proprio l’ultimo quindicennio di vita di Tussy – questo il suo soprannome sin da bambina – che Susanna Nicchiarelli tenta di “inquadrare”, tra contaminazioni punk-rock e materiale d’archivio che si alternano alla ricostruzione (impeccabile) di ambienti londinesi e atmosfere, grazie ad un ottimo lavoro su scenografie e costumi.


Il cast del film

  • Regia: Susanna Nicchiarelli
  • Attori: Romola Garai - Eleanor Marx, Patrick Kennedy - Edward Aveling, John Gordon Sinclair - Friedrich Engels, Felicity Montagu - Helene Demuth, Karina Fernandez - Olive Schreiner, Emma Cunniffe - Laura Marx, George Arrendell - Paul Lafargue, Célestin Ryelandt - Johnny Longuet, Oliver Chris - Freddy, Alexandra Lewis - Giovane ragazza, Georgina Sadler - Gerty, Miel Van Hasselt - Willhem Liebknecht, Freddy Drabble - Havelock Ellis, Philip Gröning - Karl Marx
  • Sceneggiatura: Susanna Nicchiarelli
  • Fotografia: Crystel Fournier
  • Musiche: Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo , Downtown Boys
  • Montaggio: Stefano Cravero
  • Scenografia: Alessandro Vannucci, Igor Gabriel
  • Costumi: Massimo Cantini Parrini
  • Effetti visivi: Massimiliano Battista
  • Suono: Adriano Di Lorenzo - (presa diretta), Marc Bastien - (montaggio), Franco Piscopo - (mixer), Pierre Greco - (creazione suoni), Pierpaolo Merafino - (microfonista)

Dati tecnici del film

  • Durata: 108 minuti
  • Colore: colore
  • Genere: Biografico
  • Produzione: Marta Donzelli, Gregorio Paonessa per Vivo Film con Rai Cinema; Cooprodotto da Joseph Rouschop, Valérie Bournonville per Tarantula, Voo, Be Tv
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Data di uscita: 17 settembre 2020


Recensioni al film:


Papà è stato appena seppellito. Il discorso funebre è stato semplice ma emozionante, pieno di fatti, di idee, di ideali, come sarebbe piaciuto a lui. Ora bisogna sistemare il suo studio, riordinare le sue carte con l' aiuto del fido amico Engels, finire la partita a scacchi lasciata in sospeso con la sua governante-segretaria. Per Eleanor Marx detta Tussy (1855-1898), ultima delle tre figlie di Karl e sua prediletta, inizia una nuova vita. Deve proseguire l' opera del padre, portare avanti le sue lotte e il suo pensiero. Anche se forse c' è dell' altro. Lo dicono quelle note rock nei titoli di testa. Lo confermano le domande inquiete del nipotino. O quello spettacolo di lanterne magiche che manda in visibilio i più piccoli, e non solo loro. Non tutto è come appare. Non tutto ciò che è reale è (stato) razionale nella vita dell' autore del "Capitale". Ecco perché, per quanto in costume, il sorprendente "Miss Marx" dialoga con il nostro presente. Senza per questo rileggere la figura di questa infaticabile militante, protofemminista, autrice a sua volta di scritti e pamphlet socialisti, con gli occhi di un' altra epoca. Sarebbe troppo facile. Mentre il film di Susanna Nicchiarelli si limita a far parlare i fatti e i protagonisti di un' esistenza così esemplare che ci si stupisce non abbia ispirato prima un film o un romanzo. E quindi via con una vita vissuta finalmente in prima persona, ma segnata da una progressiva, tumultuosa disillusione. Ecco il viaggio in America e l' amore per un uomo che si rivelerà fatuo e inaffidabile, il teatrante socialista Edward Aveling (Patrick Kennedy). Ecco affiorare segreti di famiglia con modalità che sembrano trovate di sceneggiatura (la lavagnetta di Engels, costretto al silenzio...) e invece sono autentiche. Ecco l' Internazionale eseguita dal gruppo punk rock dei Downtown Boys virare in chiave sempre più moderna un film che però tra interni borghesi e fumate d' oppio, visite in fabbrica e comizi di piazza, non smette di attingere alla vera vita di Eleanor (ammirevole Romola Garai). Mentre le immagini d' archivio provenienti da epoche successive dettagliano la storia eterna dell' ingiustizia e dell' oppressione (non solo di genere), rendendo la signorina Marx ancora più vicina. Limpido, profondo, appassionante, mai compiaciuto. Ma incredibilmente ignorato dalla giuria di Venezia. (Fabio Ferzetti da L'Espresso, 20 settembre 2020).

Miss Marx è Eleanor, la figlia minore del filosofo autore di Das Kapital, cresciuta in stanze stracolme di rivoluzione, libri, pensieri, fumo; da bimba la «sua» frase era: «Sempre avanti!», e nel cuore il padre amatissimo occupava tutto lo spazio. Ma se quell' esistenza poteva sembrare un' avventura - anche nelle privazioni e nella fatica - nonostante l' amore, l' ammirazione, la figura paterna e tutto ciò che gli ruotava intorno non era certo facile da sostenere. Forse anche per questo il film di Susanna Nicchiarelli, Miss Marx - terzo titolo italiano nel concorso della Mostra, in sala il 17 settembre inizia il giorno del funerale di Karl Marx, il 14 marzo 1893, quasi a suggerire in quella cesura tra un «prima» e un «dopo» un passaggio per la giovane donna, l' inizio di una ricerca personale, di una vita che libera desideri messi da parte perché non sempre sintonizzati con le necessità altrui (...). (Cristina Piccino da Il Manifesto 6 settembre 2020). 

Anche dopo il passaggio di Pieces of a Woman, dramma di una donna che perde il figlio e fa causa all' ostetrica, raccontato in maniera inutilmente virtuosistica, per ellissi temporali, il titolo migliore del concorso, è Miss Marx di Susanna Nicchiarelli. Opera quarta di un' autrice giunta a maturazione col precedente Nico, 1988, e che si confronta con un' altra storia vera, ma lontanissima. Eleanor Marx, figlia prediletta di Karl, militante socialista e femminista, traduttrice di Casa di bambola e Madame Bovary, alle prese con le contraddizioni emergenti in seno al movimento operaio. E soprattutto, con la scissione tra pubblico e privato. Senza figli, gravata dall' ombra del padre, scopre di avere un fratellastro (di cui si era inizialmente assunto la paternità Engels), ed è innamorata di un meschino figuro, che la regala fiori e legge poesie, ma intanto la inganna e scrocca viaggi e soldi in giro. Lei sa che è un cialtrone, ma lo ama lo stesso. Forte, in avanti coi tempi, Eleanor (che morirà suicida nel 1898) è però anche condannata dal proprio tempo alla fragilità. Stupisce, rispetto agli altri registi visti al Lido e non solo, la sicurezza con cui Nicchiarelli governa il film: compatto, ben scritto, con bravissimi attori soprattutto britannici (il film è girato in inglese), con un nocciolo drammaturgico sviluppato in scelte di regia di grande intelligenza. Da un inizio quieto, Miss Marx prende quota sfiorando il mélo (che non viene mai preso di petto: la regista si ferma un passo indietro). La ricostruzione d' epoca è impeccabile, credibilissima, come i dialoghi, a tratti ispirati ai testi della stessa Marx. L' unico dubbio riguarda a tratti l' uso delle musiche, celebri brani classici riadattati e pezzi del gruppo Downtown Boys, che portano verso un' attualizzazione marcata. Ma si tratta di un film sorprendente, che riesce a rendere benissimo il senso di una biografia individuale, di un' epoca e del suo senso. (Emiliano Morreale da La Repubblica, 6 settembre 2020).

Quest' anno nessuno potrà lamentare che «mancano le donne». Fra Cate Blanchett, Greta Thunberg, Tilda Swinton, le molte cineaste e i tanti ruoli protagonisti, Venezia 77 trabocca di presenze femminili. E chi già vedeva la Coppa Volpi nelle mani della serba Aida, dovrà aggiungere alla rosa delle candidate la Romola Garai di Miss Marx, a firma di Susanna Nicchiarelli; e la Vanessa Kirby di Pieces of a Woman, diretto dal polacco Kornel Mundruzco. Il quale, sulla base di un copione scritto sul filo dell' autobiografia con la moglie Kata Weber, ripercorre il sofferto processo di elaborazione del lutto dopo un parto finito male. [...] (Alessandra Levantesi da La Stampa 6 settembre 2020).


su questo film:


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