Cinema & Lavoro - Le schede
Fuga dal Call Center di Federico Rizzo

Affrontare i grandi temi del lavoro, del sindacato, della partecipazione e della rappresentanza
ricorrendo al linguaggio universale del cinema

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Fuga dal call center

Gianfranco Coldrin, laureato in 'vulcanologia', si trova improvvisamente costretto a mettere da parte sogni e ambizioni e, per far fronte alla dura necessità di sbarcare il lunario, accetta un impiego in un call center. Stessa sorte tocca alla sua compagna Marzia, aspirante giornalista, ridotta a lavorare come centralinista in un telefono erotico. I due ragazzi, precari nel lavoro e ben presto anche nei sentimenti, arriveranno sull'orlo della crisi. Un film che ci riporta al grande tema della precarietà e della difficoltà della generazione 1000 euro di potersi programmare un futuro. Ccon sarcasmo sociopolitico ferocissimo Rizzo ci fa scendere nei primi gironi danteschi dell'Inferno del lavoro negato.  fratello di 'Tutta la vita davanti', girato in HD, difficile non voler bene a questo fìlm, che si ispira all'Olmi lavorista de 'Il posto'.


Il cast del film

  • Regia: Federico Rizzo
  • Attori: Angelo Pisani, Isabella Tabarini, Natalino Balasso, Paolo Pierobon, Debora Villa, Diego Pagotto, Paolo Riva, Tatti Sanguineti, Peppe Voltarelli, Luis Molteni, Estelo Pupa, Raman Turhan, Martin Giantullio, Laura Magni, Emanuele Asprella, Pedro Sarubbi, Andrea Riva De Onestis, Matteo Gianoli, Roberta Arrigoni
  • Soggetto: Federico Rizzo, Emanuele Caputo
  • Sceneggiatura: Federico Rizzo, Emanuele Caputo, Nerina Fiumanò, Alessandro Leone
  • Fotografia: Luca Bigazzi
  • Musiche: Brani di: Caparezza, Tre Allegri Ragazzi Morti, Peppe Voltarelli, Le Luci Della Centrale Elettrica, Jimsonweed, Superpartner, Guido Tognarini.
  • Montaggio: Manuel Donninelli, Carlotta Cristiani - (supervisione), Valentina Andreoli - (collaborazione)
  • Scenografia: Valentina Pavan, Alessio Baskakis
  • Costumi: Antonella Frazzetta

Dati tecnici del film

  • Durata: 95 minuti
  • Colore: colore
  • Genere: Commedia
  • Produzione: Franco Bocca Gelsi e Gianfilippo Pedote per Gagarin S.C.A.R.L. & Enzo Coluccio, Egidio Artaria per Ardaco S.R.L.
  • Distribuzione: Gagarin - Dvd: Officine Ubu Home Video
  • Data di uscita: 17 aprile 2009


Recensioni al film:


Girato in digitale secondo una formula ormai abituale nel cinema indipendente milanese (budget ridotto, tempi contenuti di riprese, un efficace sistema produttivo allargato), la commedia amara di Rizzo ha calamitato intorno a sé una costellazione di professionisti, dal direttore della fotografia Luca Bigazzi a Carlotta Cristiani (montatrice di Silvio Soldini). In primo piano la periferia milanese, da Baggio a viale Monza a Sesto San Giovanni, dove i due protagonisti vivono precari nel lavoro, nell'amore e nei sogni. Cast molto ben assemblato, da Angelo Pisani (del duo Pali e Dispari) e Isabella Tabarini nei ruoli di Gianfranco e Marzia, alle partecipazioni di Tatti Sanguineti, Natalino Balasso, Debora Villa, Paolo Pierobon. (Sara Chiappori da La Repubblica, 30 Novembre 2008).


Due orfani d'oggi, o truffati da genitori hippies, lui vulcanologo del call center lei giornalista precaria, vivono coi rispettivi nonni (strafatti) che poi lasciano «la comune» per sposarsi. Si amano, ma non tanto perché non hanno mai soldi, neanche per comprare test della gravidanza (Aied dove sei?), litigano e si lasciano. Poi, però, arriva il pupo che vuol dire felicità e un surplus di assegni familiare - grazie Ucd- anche per gli schiavi con partita Iva... Rovesciando con ironia, nell'happy end, Riprendimi di Anna Negri Il film è milanese (di set), girato in hd, camera a mano, indipendente (gli attori sono scelti perché sanno recitare, anche i secondari), dotato di inusuali guizzi di impura eccentricità. (...).
(Roberto Silvestri, articolo completo su Il Manifesto 17 aprile 2009).

 

Una pellicola giovane, manifesto di una generazione. È «Fuga dal call center», il nuovo film di Federico Rizzo sul problema del lavoro precario, raccontato personalmente dalle voci di chi, con una cuffia sulle orecchie e perennemente al telefono con sconosciuti, si è sentito profondamente solo e sfruttato e ha smesso di sognare (forse per sempre) una vita migliore. A tratti può sembrare un documentario, ma è un film sperimentale (come il circuito nel quale verrà proiettato), che con ironia fa sorridere amaramente sui sogni infranti dei laureati trentenni d’Italia, costretti a ricorrere ad un posto di lavoro nel tanto odiato call center. (...)
(Valentina Castellano Chiodo, articolo completo su Il Giornale 22 aprile 2009).


Piccola produzione indipendente, ha solo il "torto" di arrivare dopo Tutta la vita davanti di Virzì. Ma il giovane Federico Rizzo, nonostante qualche ingenuità (soprattutto nel padroneggiare le tinte del grottesco), racconta con la giusta disperata ironia le disavventure del vulcanologo (110 e lode) intrappolato nell'alienazione di un Call Center, facendo i conti con uno stipendio da 500 euro al mese, adattandosi ad un doppio lavoro, subendo l'onta di una banca che gli rifiuta un prestito e naufragando verso la crisi con la compagna pure precaria (la spontanea Isabella Tabarini). (...)

(Stefano Lusardi, articolo completo su Ciak aprile 2009).


su questo film:


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Affrontare i grandi temi del lavoro, del sindacato, della partecipazione e della rappresentanza ricorrendo al linguaggio universale del cinema. Con Cinema & Lavoro vogliamo proporre non solo titoli da guardare e gustare, da soli o in compagnia, ma anche offrire spunti di riflessione rinunciando agli schemi della formazione accademica.



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