Cinema & Lavoro - Le schede
film: due euro l'ora

Affrontare i grandi temi del lavoro, del sindacato, della partecipazione e della rappresentanza
ricorrendo al linguaggio universale del cinema

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Due euro l'ora

In un paese del Sud, due donne diverse per età ed esperienze, si incontrano. Rosa è una ragazzina di 17 anni, travolta da un amore adolescenziale che vorrebbe la portasse lontano, anche da un padre con cui fatica a parlare. Gladys, 40 anni, è tornata dal Venezuela con pochi soldi, è nubile, lavora ed ha rinunciato a quasi tutti i suoi sogni. Fino a quando incontra Aldo che le mostra l'illusione di una vita differente, ma è solo un attimo. In un laboratorio sotto il livello stradale, senza finestre, vessate da un padrone che vorrebbe essere simpatico , ma che è rozzo e manesco, Rosa e Gladys confezionano tute sportive. Tutto per 2 euro l'ora. Sullo sfondo si muove lenta la vita del paese, tra i bar ed i lavori precari. Rosa e Gladys vivono la loro vita. Un incendio divampato accidentalmente nella fabbrica cambiera loro la vita.


Il cast del film:

  • Regia: Andrea D'Ambrosio
  • Attori: Peppe Servillo - Enzo Blasi, Chiara Baffi - Gladys, Paolo Gasparini - Aldo, Alessandra Mascarucci - Rosa, Alyona Osmanova - Alina
  • Sceneggiatura: Donata Carelli, Andrea D'Ambrosio
  • Fotografia: Giulio Pietromarchi
  • Musiche: Fausto Mesolella
  • Montaggio: Giogiò Franchini
  • Scenografia: Carmine Guarino
  • Costumi: Francesca Apostolico
  • Suono: Mirko Fabbri

Dati tecnici del film:

  • Durata: 80 minuti
  • Genere: Drammatico
  • Produzione: Enzo Porcelli per Achab Film e Rai Cinema
  • Distribuzione: Achab Film
  • Data uscita: 12 Maggio 2016


Recensioni al film:

(...) La pellicola ci mostra un Sud italiano fermo sul modus operandi del clientelarismo, tipico delle società in cui lo Stato è assente: possiamo vedere, in una scena del film, come i carabinieri siano delle vere e proprie macchiette che, entrati per compiere un’ispezione, vengono immediatamente distolti dal loro compito da una calda tazza di caffè. Oltre allo sfruttamento operaio, il film tratta altre tematiche di denuncia sociale: se da una parte abbiamo la discriminazione femminile sul posto di lavoro con stipendi sottopagati e abusi, dall’altra D’Ambrosio inserisce la mancanza di cultura, che causa la tipica incapacità del Sud di far emergere un sano senso di rivalsa. Ad esempio, il personaggio di Rosa non comprende l’utilità di conseguire il diploma, ma sogna di emigrare in Svizzera per raggiungere il fidanzato Nicola, costretto ad espatriare. Al Bari International Film & TV Festival Andrea D’Ambrosio ha ottenuto il premio “Francesco Laudadio” come Regista Miglior Film Nuove Proposte Cinema Italiano. ( Clarice Di Faustino, opereprime.org, 2017).

Basta leggere la sinossi di Due euro l’ora, liberamente ispirata a fatti realmente accaduti, per rendersi immediatamente conto di quale bagaglio di tematiche il film di Andrea D’Ambrosio si porti dietro: violenza sulle donne, sfruttamento e mancanza di sicurezza sul lavoro, crisi economica, disoccupazione, fuga all’estero dei giovani e chiusura mentale nei piccoli centri. E se ciò non fosse sufficiente, il regista partenopeo aggiunge un altro po’ di carne sul fuoco, che poi sono due pilastri dell’architettura narrativa, ossia i rapporti generazionali e quelli familiari. Il tutto va a confluire in uno script che rischia costantemente una saturazione drammaturgica; incidente che, grazie a una serie di manovre diversive messe in atto in fase di scrittura prima e soprattutto di montaggio poi, viene evitato. Ritmo celere della narrazione e catarsi nei confronti dei personaggi sono i salvagenti ai quali D’Ambrosio si aggrappa per impedire al peso sostanzioso di argomentazioni sollevate e di dinamiche innescate di mandare a picco la nave. Nave, questa, che tra mille difficoltà, limiti di differente natura e ostacoli vari, arriva comunque in porto. Qua è la si inciampa, infatti, su debolezze strutturali e ingenuità di scrittura che fanno tremare l’architettura (...). Peppe Servillo, nel ruolo di un duro e arrabbiato proprietario di un laboratorio tessile, è l’unico a dare un’impronta diversa alla sua recitazione, meno carica e più asciutta. Ed è questo, senza alcun dubbio, il motivo per il quale abbiamo preferito la sua performance a quelle degli altri membri del cast, comprese le due offerte dalle protagoniste, Alessandra Mascarucci e Chiara Baffi. Ciò non ha impedito però a quest’ultima di portarsi a casa ilPremio Artisti 7607 per la migliore attrice protagonista al Bif&st 2016, dove Due euro l’ora si è aggiudicato anche il Premio Francesco Laudadio per il regista del miglior film della sezione Nuove Proposte (Francesco Del Grosso, cineclandestino.it, 2016).

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